
Gioventù Italiana augura a tutti un felice Natale!


Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra, si schiera contro la Casta degli Avvocati, che non si accontenta di difendere i suoi privilegi, ma vuole anche ostacolare l’inserimento dei giovani avvocati. Lo Stato Sociale deve fornire pari opportunità a tutti, e permettere ai giovani l’accesso al mondo del lavoro, per contribuire al benessere nazionale: Nazione e Lavoro, non a caso lo slogan de La Destra. All’ultima assemblea del Consiglio nazionale forense sono stati discussi i punti relativi alla professione di avvocato nella riforma della giustizia, che sarà poi sottoposta al ministro Alfano.Mascherandosi dietro intenzioni di equità, verificando chi davvero svolge la professione e chi no, per cancellarlo dall’Albo, il Consiglio ha inasprito le modalità di accesso dei giovani avvocati al mondo del lavoro, per difendere i privilegi della propria Casta: già oggi l’età media è molto alta, così si alzerebbe ancora di più. La formazione coattiva sarà molto più dura e l’esame verrà reso molto più difficile, avvicinandolo ai livelli di quello per l’accesso in magistratura.Le modalità proposte sono la pratica da svolgere per due anni presso un legale e l’introduzione di obblighi o limiti a molte attività che oggi sono più libere: per esempio, si dovrà comunque partecipare alla scuola di formazione per due anni (ora facoltativo), fare test di selezione (oggi inesistenti); inoltre, se attualmente il praticante ha la facoltà di patrocinio in proprio entro una certa competenza, con la riforma, dopo un anno di pratica, pur avendo l’abilitazione si potrebbe solo sostituire l’avvocato titolare.Infine, adesso il certificato di compiuta pratica è uno solo e non ha limiti, mentre in futuro consentirebbe di sostenere tre sessioni d’esame e, se non li si dovesse superare, si dovrà svolgere nuovamente il biennio di tirocinio professionale.Purtroppo, questo sembra già tanto, ma non è tutto: bisognerà infatti accollarsi ingenti spese per i corsi prima, poi sarà obbligatorio assicurarsi per restare nell’albo (per alcune migliaia di euro); in aggiunta, ci sarà un esame finale per la specializzazione nei differenti rami del diritto (da penale a civile, e così via). Infine, chi non raggiungesse un limite di reddito professionale deciso unilateralmente dagli ordini, verrà cancellato dall’albo.
Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra nasce il 9 Novembre 2007. Una folla immensa di gente, radunata presso Il palazzo dei congressi a Roma Eur, assiste emozionata all’assemblea costituente del partito.Tantissimi i ragazzi presenti; tutti si riconoscono già sotto quel nome e sotto quel simbolo. La voglia di fare, di creare è al massimo. Questa stessa voglia ci accompagna da due anni! Il 9 Novembre, come molti sapranno, ricorre l’anniversario della caduta del muro di Berlino, un evento che segnò l’ansia di un popolo di riconquistare la libertà perduta nel 1945. Non è stato un caso che il nostro movimento abbia visto la luce in questo medesimo giorno, in quanto Gioventù Italiana pone come obiettivo l’abbattimento di altri muri che logorano la società attuale: abbattere i muri dell’ignoranza, della povertà, della disoccupazione, del precariato, dell’illegalità, dell’omologazione culturale, del mondialismo globalista. Alta responsabilità sicuramente, ma quando si crede in qualcosa e si ha fiducia nelle potenzialità dei militanti nulla pare un ostacolo insormontabile. Riflettere, organizzare, agire… Conquistare.In questi anni di vita, diverse sono state le battaglie intraprese che hanno visto protagonista questo movimento ed i suoi giovani: il progetto H2O, No al Trattato di Lisbona, Ritiro delle nostre truppe militari dall’ Afghanistan, No all’Islam nelle nostre scuole. Le manifestazioni. Moltissime iniziative organizzate in ogni regione d’Italia, dal profondo Sud all’estremo Nord. Un proprio movimento studentesco “Rivolta studentesca”. Una propria radio web “Radio ‘22” e tanti altri progetti in cantiere.In un lavoro costante sono impegnati tutti i ragazzi appartenenti a Gioventù Italiana. Un lavoro che prende il via dalla buona dirigenza in direzione della base militante e viceversa. Un lavoro in cui l’unica e la migliore soddisfazione consiste nel ricevere la stima ed il rispetto da parte di ognuno. Una comunità dove nessun componente è ritenuto conoscente ma camerata! Permetteteci l’uso di tale termine, non vi è altro modo per definire chi merita considerazione in un movimento come il nostro.Tutti coloro i quali hanno aderito, aderiscono ed aderiranno devono essere a conoscenza che Gioventù Italiana non è un movimento come tutti gli altri presenti nello scenario politico italiano. Ciò che conta non è il numero dei militanti, ma la qualità di essi. Avere un contenitore pieno di nulla, non è funzionale, per crescere si ha necessità di mente ed idee.<< … La massa è una creazione della democrazia e del socialismo. Soltanto perché sono molti debbono avere ragione? Niente affatto. Si verifica spesso l’opposto, cioè che il numero è contrario alla ragione>>. Militanza per noi significa alzarsi presto, andare a letto tardi o scegliere di non dormire assolutamente perché prima c’è un compito da terminare; la consapevolezza di sentirsi indispensabile ed “obbligato” affinché qualsiasi opera riesca al meglio. Quella militanza che ti fa sentire partecipe, che ti porta ad essere fiero di te stesso e ti fa maturare in esperienza. Uomini e donne, che decidono di investire tutto ciò sia possibile per lo sviluppo del progetto di un movimento politico giovanile.Onore, gerarchia, fedeltà. Ogni militante sceglie di aderire a questi valori eroici dello spirito, che orgogliosamente coltiva. Una comunità che non accetta i compromessi, che destina il sudore della propria fatica ad una lotta contro il sistema. Senza alcuna paura, affrontando qualsiasi avversità e difficoltà si presenti lungo il percorso. Il coraggio di proseguire nonostante tutti e tutto, il desiderio di far di questo movimento qualcosa di grandioso che sia punto di riferimento per quei ragazzi che non si piegano al padrone; per quei ragazzi la cui volontà, il cui modo di essere spezza le catene per tornare liberi da un’indipendenza straniera; ragazzi che auspicano ad una propria Patria autonoma, imperiosa, vittoriosa. Un movimento giovanile che non dimentica le proprie radici, ma si serve di esse per dare origine, per fondare punti di forza del futuro. Intransigenza assoluta ideale e pratica.
I rappresentanti dei movimenti giovanili e delle associazioni di destra aderenti al “Progetto Zeronove” sono stati ricevuti ieri pomeriggio dal Sindaco Sergio Chiamparino al quale hanno esposto i loro programmi ed hanno ufficializzanto la richiesta di assegnazione di una struttura comunale per lo svolgimento di attività di carattere sociale, culturale e ricreativo.




Il rapporto artificioso tra moneta e produzione ha creato negli ultimi anni uno squilibrio tutto rivolto a tutelare gli interessi dei grandi gruppi bancari; siamo stati portati a piegare supinamente la testa all’interesse della moneta rispetto al primario interesse del popolo. Oggi la banca agisce con lo stesso metodo che usano gli usurai; ti ammalia con promesse, ti costruisce intorno una ragnatela, ti fagocita lentamente, tanto lentamente che nemmeno ce ne accorgiamo: un mutuo - che sostanzialmente vuole dire una dipendenza ventennale - un prestito personale che viene rilasciato con tassi di usura, spese sempre maggiori per lasciare in mano loro i nostri soldi, l’assurdo è compiuto, non percepiamo più l’interesse, ma paghiamo le spese. Le banche private sono ormai padrone di tutto: gruppi assicurativi, industrie, immobili di ogni genere “sequestrati” a chi non poteva più pagare.
VIA ROMA DIVENTA VIA G. ALMIRANTE
Tesseramento annuale ottobre 2009-ottobre 2010






Alessandro Garbarino, militante di Gioventù Italiana Carmagnola (TO) e candidato a rappresentante d'istituto nell'IIS Norberto Bobbio di Carignano (TO), con l'aiuto del suo segretario comunale, Alberto Vecchiati, hanno esposto uno striscione dai balconi dell'Istituto scolastico per onorare la memoria dei soldati della Folgore che nella mattina del 17/09/09 hanno perso la vita a causa di un attentato nella città di Kabul, in Afghanistan."Ritengo doveroso questo gesto per ricordare alle famiglie dei caduti che gli studenti di Carignano e Gioventù Italiana gli sono vicini e per far sì che non si dimentichino i nostri eroi che ogni giorno, con fierezza ed indomito coraggio, rischiano la vita in terre lontane. In questo modo abbiamo voluto dargli un ultimo saluto prima che essi riposino in pace per l'eternità. Faremo vivere il loro ricordo nei nostri cuori". 







