lunedì 28 febbraio 2011

Basta sangue Italiano, via dall'Afghanistan!

Non è più tollerabile che sempre più numerose famiglie italiane piangano i loro figli caduti in terra straniera, mandati a morire a difesa degli interessi di altre nazioni.
Neppure una goccia di sangue italiano deve essere più versata in una guerra che non appartiene al nostro popolo, la soluzione più giusta e coerente è il ritiro immediato delle nostre forze armate dallo scenario afgano.

domenica 27 febbraio 2011

Blitz de La Destra e Gioventù Italiana, smantellato accampamento rom abusivo

Vercelli- Nella giornata di ieri, 26 febbraio, La Destra e Gioventù Italiana, dopo le segnalazioni dei cittadini della zona Aravecchia, hanno verificato la situazione ed allertato gli organi competenti affinché fosse smantellato un accampamento abusivo di rom sito negli “scheletrati” ATC di via Natale Palli. Agli occhi del Segretario Provinciale de La Destra Andrea Barone e del Responsabile Provinciale di Gioventù Italiana Ivan De Grandis, si è presentata una situazione indecente: tra le immondizie, i topi, i mille pericoli igienico-sanitari, la roggia, il casermone scheletrato, i rovi, il fuoco vivo in “casa”, la toilette a cielo aperto… anche una bimba di quattro anni costretta a vivere in una situazione ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE. Con l’intervento de La Destra e Gioventù Italiana, l’area è stata prontamente recintata e a giorni sarà messa in sicurezza, l’abitazione abusiva smantellata e la bimba affidata ad una comunità. Questo è quello che succede quando chi fa politica per la gente e in mezzo alla gente decide di non guardare altrove ma di risolvere i problemi.
“Abbiamo avuto la promessa da parte del Presidente dell’ ATC Franco Pauna che tutta l’area verrà bonificata e valorizzata al più presto –spiega Barone e prosegue- la cosa che ci preme ora è che alla bambina possa essere garantita una vita dignitosa come si merita e che l’area venga isolata e che nessuno possa entrarci per viverci o altro- e conclude- l’area è veramente pericolosa e deve essere interdetta a chiunque”. “Gioventù Italiana con La Destra ha voluto dare un altro segnale forte della sua presenza sul territorio- commenta De Grandis- noi siamo per il sociale, e sociale significa risolvere i problemi e le situazioni indecenti come questa- e prosegue- è comodo stare seduti dietro alle scrivanie o nelle riunioni, ma stare dalla parte dei cittadini  vuol dire anche andare a ripulire il degrado quotidiano”.

sabato 26 febbraio 2011

Disordini a Cuneo per Casapound

Oggi la città di Cuneo, come trascinata da una macchina del tempo, si è ritrovata improvvisamente negli anni 70. Nei giorni scorsi abbiamo assistito attoniti a un crescendo di violenze verbali messe in atto da esponenti delle istituzioni locali che non trova riscontro negli ultimi anni, e che, come inevitabile, ha avuto pesanti ripercussioni nella giornata odierna. Pur non avendo nessuna comunanza culturale, ideologica e politica con l'associazione Casapound, non possiamo non denunciare il comportamento fazioso di chi ha  prestato il fianco a quelle frange estreme di sinistra che hanno assaltato la sede che veniva inaugurata e che hanno provocato feriti anche fra le forze dell’ordine. Farneticanti sono state le parole del Consigliere comunale di Rifondazione comunista che ammonivano che si sarebbe impedito con ogni mezzo l'apertura di un circolo di estremisti di destra nella città di Cuneo. Altrettanto colpevole è il sindaco che, per l’occasione, non ha trovato di meglio che convocare con urgenza il  comitato antifascista. Il loro richiamo della foresta ha portato a Cuneo da Torino numerosi anarchici e militanti dei centri sociali, che hanno fatto degenerare con violenze la situazione, puntando a creare un “mostro”, Casapound, appunto,che a Cuneo non può dare fastidio ad alcuno, ma che può servire politicamente in loco a rilanciare i masaniello comunisti e un sindaco giunto alla fine del suo mandato amministrativo.

Alessandro Balocco – Responsabile Regionale Gioventù Italiana con La Destra
Gianni Musetti – Segretario Nazionale Gioventù Italiana con La Destra

venerdì 25 febbraio 2011

L'ITALIA PER L'AUTODETERMINAZIONE DELLA LIBIA E CONTRO GHEDDAFI

I militanti e la dirigenza torinese unita sollecitano l'intervento dell'Italia nella guerra civile attualmente in corso in Libia.
È il momento che l'Italia si prodighi in operazioni umanitarie in questa nazione ormai vittima del personalismo e della pazzia di un sanguinario dittatore che si regge solo sul becero potere del denaro.
Non si tratta di un intervento da delegare ai soliti Stati Uniti o Russia, bensì all'Italia che tanto ha fatto per lo sviluppo di quel Paese e che non deve oggi permetterne l'insana distruzione, per proteggere i proprio interessi economici e per un domani migliore per il popolo libico, ormai finalmente sotto il sole di una rivoluzione non guidata da presunti capi "popolari" ascesi con la mera forza della armi ma vera rivoluzione sociale per uscire dalla disperazione dell'assenza dei diritti più basilari e sacri.
La nostra presenza renderebbe possibile affrontare in loco il problema che in questo momento attanaglia i nostri confini: l'immigrazione clandestina causata da questa sommossa. Come elemento stabilizzatore, la nostra presenza permetterebbe anche la pacifica transizione verso un post-Gheddafi che porti un miglioramento della qualità di vita in Libia, eliminando alla radice la causa principale dell'immigrazione.
Siamo inoltre inorriditi dall'ascoltare chi elegge ad alfiere un pietoso scarto d'umanità quale è il dittatore libico, che ha cominciato cacciando inermi cittadini italo libici solo per la sua cieca condotta basata sull'odio anti-italiano e pretendendo che anche il suo popolo fosse contagiato da questo sentimento insensato e che non contento ha continuato umiliandoci e ricattandoci in casa nostra e durante gli incontri con altre potenze.
A quest'essere, talmente piccolo da essere quasi insignificante, fisicamente, intellettualmente e moralmente, che non sa cosa sia l'onore, la patria o il popolo, ma che pone tutto in subordine ai suoi capricci non può essere permesso di dettare legge su un fronte importante come quello mediorientale e delle risorse energetiche. I suoi capricci ci sono già costati l'aumento del greggio, del gas e dei prodotti derivati, oltre alla popolazione libica che e ad oggi è trattata come il suo giocattolo: dato che non gli piace più si sente autorizzato a romperlo o a gettarlo a piacere.

mercoledì 23 febbraio 2011

ALLARME DROGA A TORINO

I dati delle ultime settimane parlano chiaro: a Torino 9 morti di overdose in soli 25 giorni(praticamente 1 ogni 2 giorni), le vittime sono tutte di età compresa tra i 20 e i 40 anni e legate al consumo di droghe come la cocaina e l'eroina. Dire che questi numeri sono allarmanti è dire poco.

Da questa situazione emerge l'inefficienza delle misure di prevenzione messe in atto dal Comune e dalla Prefettura di Torino in materia di sicurezza per contrastare lo spaccio di droga e dall'ASL locale per prevenirne il consumo, in particolare tra i giovani.
Noi di Gioventù Italiana con La Destra chiediamo al sindaco e al prefetto di ricorrere a misure più drastiche che intesifichino i controlli da parte delle forze dell'ordine, specie in "zone calde" della città (Falchera, Barriera di Milano, Porta Palazzo, San Salvario e Mirafiori), inoltre chiediamo delle misure di prevenzione più intense all'ASL locale tramite le attività dei SerT e anche al Provveditorato degli studi per una maggiore informazione rivolta ai giovani nelle scuole, in particolare le scuole medie e superiori.
La battaglia contro la droga è combattuta da anni da Giuseppe Lonero (consigliere comunale de La Destra), che sulla problematiche della tossicodipendenza, oltre a chiedere maggiori investimenti dal parte del comune nella prevenzione, propone il Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) per i tossicodipendenti non recuperabili, chiedendo al sindaco Sergio Chiamparino un coinvolgimento diretto nell'iniziativa.

lunedì 21 febbraio 2011

La prostituzione va regolamentata!

Dopo le retate di prostitute e le fotografie dei loro clienti, constatiamo le ordinanze dei sindaci nel tentativo di arginare la prostituzione: ordinanze per sradicare il fenomeno dalle strade, ordinanze riguardanti la prostituzione in appartamento. La Destra e Gioventù Italiana sono a favore delle “case chiuse” autogestite per regolamentare la prostituzione, sottoporla a controlli sanitari, combatterne lo sfruttamento e tassarne l’attività. Si può essere favorevoli o contrari al fenomeno, ma siamo convinti che alla radice degli errori che hanno determinato a suo tempo l'approvazione della legge Merlin e delle sue negative conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, ci sia la non volontà di comprendere e affrontare il problema nella sua complessità. Quello che va affermato come premessa è che non è possibile legiferare in materia in base a princìpi filosofici astratti, bensì accettando con realismo gli insegnamenti dell'esperienza, pronti ad invertire la marcia allorché ci si accorga di aver imboccato un binario sbagliato. Dopo più di cinquant’anni di risultati peggiori del male, i provvedimenti contro la prostituzione si limitano a risibili iniziative. Assodato ciò, la situazione può essere così riassunta:
1) le nostre città, nelle ore serali e notturne, presentano l'aspetto di luoghi pubblici di prostituzione, con un effetto deleterio facilmente rilevabile sia per l'educazione dei giovani sia per il decoro;
2) lo sfruttamento della prostituzione - nonostante le sanzioni penali previste - è diventato di rilevanza industriale, con "fatturato" miliardario e azioni criminali;
3) le malattie veneree si sono moltiplicate come diffusione e ad esse si è aggiunta la minaccia dell'AIDS;
4) il numero dei soggetti, uomini e donne, dediti alla prostituzione si è moltiplicato a dismisura (con rilevante apporto di soggetti extracomunitari, arrivando persino alla tratta di essere umani); 5) la concorrenza selvaggia ha determinato e sempre più incrementato per tali soggetti la necessità di garantirsi una "protezione", soggiacendo però alle relative forme di sfruttamento.
Noi affermiamo che per un Governo autorevole, al di là di ipocrisie e facili moralismi, non solo è lecito, è doveroso legiferare sulla materia mediante la decisa regolamentazione del fenomeno..

Fabio Mottinelli
Consigliere Comunale di Ceva
Segretario Provinciale Gioventù Italiana con La Destra Cuneo

sabato 19 febbraio 2011

Gioventù Italiana Piemonte per Bolzano Italiana

In 150, fra militanti e dirigenti di “Gioventù Italiana”, movimento giovanile de “La Destra” di Storace, si sono riuniti oggi in piazza Mazzini a Bolzano per ribadire l’importanza dei valori fondamentali della nostra amata Patria”; è il commento di Musetti. “I giovani hanno sfilato per le vie di Bolzano fino al Monumento della Vittoria con un tricolore di 150 metri, colorando di rosso, bianco e verde le strade della città”. Dalla Toscana alla Campania, dal Veneto all’Abruzzo, i ragazzi di Storace sono presenti e vigili in difesa della nostra Nazione. “A 150 anni dall’Unificazione italiana, per cui hanno perso la vita molti nostri connazionali, non possiamo permettere nuovamente che un’esigua minoranza si possa arrogare il diritto di cancellare la nostra Storia”. “W l’Italia, una sola ed indivisibile!” conclude il Segretario».
Lo ha affermato in una nota Gianni Musetti Segretario Nazionale di “Gioventù Italiana” movimento giovanile de “La Destra”.
Alla manifestazione hanno partecipato numerosi esponenti della sezione di Carmagnola, delle federazioni di Torino e Cuneo di Gioventù Italiana con La Destra.

giovedì 17 febbraio 2011

Gioventù Italiana Asti: Considerazioni dopo la conferenza all' Ist. "A. Mo...

Questa mattina, tra i vari laboratori organizzati dallo Staff della Cogestione 2011 all' Istituto "A. Monti", un posto di rilievo, per interesse e contenuti, lo ha avuto il laboratorio politico organizzato da Gioventù Italiana Asti.

Durante la conferenza, che ha visto parteciparvi tutte le rappresentanze politiche giovanili presenti nel territorio astigiano, dal Centro-Destra (Con PDL, Lega e La Destra) al Centro-Sinistra (Radicali, Comunisti Italiani, IDV e PD) i temi affrontati sono stati molteplici, spaziando da Scuola ad Immigrazione.
Sul tema scolastico l' interesse si è concentrato soprattutto sulla "Riforma Gelmini", alla quale Professori e studenti appaiono tristemente rassegnati ed inermi. All' unanimità si è giunti alla conclusione che i tagli non andrebbero operati sulla cultura, sopratutto visti gli esosi finanziamenti alle scuole private.Classi piene e professori politicizzati sembrano oramai problemi irrisolvibili.
Circa il tema immigrazione, dopo avere accolto le lamentele di vari studenti riguardo il timore che provano da Italiani ad uscire di sera nelle loro città, e superato le solite pappardelle di buonismo giunte dall' area dell' estrema sinistra, La Destra (GI) e Lega (MGP) hanno fatto fronte comune. Constatando che il modello multirazziale ha fallito e la realtà del nostro Paese ne è prova, Mirko Saracco ha presentato dati che hanno permesso al pubblico di riflettere. Graduatorie per gli asili intasate ed alloggi popolari dati prima agli stranieri che agli Italiani, che dovrebbero per primi usufruire dei servizi del proprio Paese.
Sono inoltre stati trattati temi come la Tav, l' edilizia scolastica e purtroppo, anche la vita privata e non del presidente del Consiglio, tirata in ballo da chi argomenti e consensi li ha persi da tempo.
Tutto sommato, questo incontro è stato utile e costruttivo. Per la prima volta tutti gli esponenti dei movimenti
politici del nostro territorio sono riusciti a dibattere insieme dei problemi degli studenti ed a confrontarsi.
Concludendo, ringrazio tutti i partecipanti e spero si possa riproporre in futuro la possibilità di realizzare un altro dibattito, magari in un luogo più consono ed aperto al pubblico.

Mirko Saracco

Segretario Provinciale Gioventù Italiana Asti

martedì 15 febbraio 2011

Gioventù Italiana organizza un dibattito all'Istituto "A. Monti" di Asti

Nella Mattinata di Giovedì 17 Febbraio 2011, Mirko Saracco, Segretario Provinciale di Gioventù Italiana, organizza un dibattito tra i responsabili giovanili dei movimenti politici presenti nella provincia astigiana.

All' incontro (oltre a GI) parteciperanno i Radicali con Salvatore Grizzanti, il Movimento Giovani Padani (Lega Nord) con Davide Scaiola, i Giovani comunisti con Nicolò Ollino, i Giovani Democratici (PD) conFabio Daniele e con delega dai rispettivi responsabili, anche esponenti diGiovane Italia (PDL) e Italia Dei Valori.
L' incontro che purtroppo non sarà aperto al pubblico esterno avrà come temi quello della Scuola, quello dei Giovani nella Politica, e se ci sarà tempo, anche per un breve commento sulla Politica Nazionale.

Mirko Saracco
Segretario Provinciale Gioventù Italiana Asti

venerdì 11 febbraio 2011

VILE ATTO AI DANNI DELLA LAPIDE IN MEMORIA DEI MARTIRI DELLE FOIBE

La scorsa notte un gruppo di facinorosi, quasi sicuramente affiliati ai centri sociali, si sono resi protagonisti di un vile atto di vandalismo danneggiando la lapide scolpita in onore dei martiri delle foibe presso Corso Cincinnato e scrivendo a fianco ad essa "Carogne,tornate nelle fogne!". Gioventù Italiana intende esprimere piena solidarietà ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime per il vile gesto compiuto da un gruppo barbari esaltati.

Intendiamo anche condannare tutti coloro che, al giorno d'oggi, hanno ancora il coraggio di negare una realtà come quella delle foibe.

giovedì 10 febbraio 2011

VERCELLI: Esposto striscione in ricordo dei Martiri Italiani delle Foibe

Blitz di Gioventù Italiana con La Destra. Nella notte del 10 febbraio è stato esposto nel sottopasso dell’Isola (zona centrale e di elevato passaggio), uno striscione recante la scritta “10 Febbraio FOIBE Sangue Italiano, io non scordo i miei fratelli, i crimini dimenticati non sono mai stati processati”. L’iniziativa proprio per ricordare i Martiri Italiani del genocidio commesso dai comunisti slavi, e l’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia di 350 mila italiani, vicende che sono rimaste nascoste per oltre sessant’anni. Gioventù Italiana e La Destra chiedono al Governo Italiano di attivarsi per riaprire i processi contro chi si è macchiato le mani del sangue dei nostri connazionali, obbligando la Slovenia a risarcire finalmente le famiglie delle vittime.

INTITOLATI DEI GIARDINI AI MARTIRI DELLE FOIBE A CEVA GRAZIE A FABIO MOTTINELLI

Il 10 febbraio si celebra la “Giornata del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli Italiani costretti a fuggire dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, a causa delle vicende della II Guerra mondiale e della situazione al confine nord-orientale dell’Italia.
Fino a pochi anni fa pochissimo si sapeva sulla tragedia delle foibe, le cavità carsiche nelle quali furono gettati vivi dai partigiani del maresciallo Tito migliaia di Italiani; pochissimo si sapeva sull’esodo dei nostri connazionali di Istria, Fiume e Dalmazia, costretti a fuggire dalla ferocia politica e dalla pulizia etnica. Fu posto in atto un vero e proprio disegno di genocidio.
Oggi questa data non deve assolutamente servire ad alimentare odi, perché la Storia non è strumento di lotta politica. Ma, grazie a Dio, il mutare dei tempi, il venire meno del furore ideologico, il ricordo concreto di questi Martiri, soprattutto da parte delle nuove generazioni, può favorire la costruzione di un futuro migliore.
Con queste argomentazioni ho proposto il 21 gennaio 2011 alla Giunta del Comune di Ceva (il comune dove vivo) di intitolare una strada, una piazza, un edificio, ecc… ai “Martiri delle foibe”; proposta che è stata sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione di cui faccio parte.
Il 3 febbraio 2010 partecipo alla conferenza dei Capigruppo per dibattere sull’argomento, arrivando all’accordo di intitolare i giardini adiacenti a Via Filatoio, dove vi è il monumento dell’AVIS, ai “Martiri delle foibe”.
Oggi giovedì 10 febbraio 2011 il giornale “La Stampa” comunica l’avvenuta intitolazione, il fato ha voluto che l’iter dalla proposta, ai successivi passaggi ed infine alll’intitolazione con comunicazione alla stampa, portasse a comparire la notizia proprio oggi !
Il pensiero non può che andare alle vite spezzate, alle anime trucidate, all’identità offesa e cancellata. Onore ai Martiri delle foibe !!

Ceva, 10 febbraio 2011
Fabio Mottinelli
Consigliere comunale de La Destra a Ceva - Segretario provinciale Gioventù Italiana Cuneo

10 FEBBRAIO URLA NEL SILENZIO

Sono passati quasi settanta anni da quando, tra il 1943 e 1945, il maresciallo Tito, alla guida dell’esercito jugoslavo, diede il via ad una delle piu’ massicce opere di pulizia etnica che l’Italia e l’Europa ricordi.
Nella zona del Friuli Venezia Giulia migliaia di nostri connazionali furono perseguitati dai partigiani slavi e gettati, il più delle volte ancora in vita l’uno legato all’altro: uomini, donne, anziani e bambini, rei solo di essere italiani, in quelle cavità naturali caratteristiche del paesaggio carsico chiamate foibe.
Un eccidio, una vera e propria strage perpetrata dall’odio comunista e vergognosamente occultato, per oltre mezzo secolo, dall’intera classe politica italiana.
Molto grave fu la responsabilita’ di Palmiro Togliatti e dell’allora PCI. Nessuno, prima della strage, alzo’ un dito per cercare di impedirla. Dopo, nessuno alzo’ la voce per urlare e condannare al mondo quel genocidio orrendo e rendendo cosi’ un po’ di giustizia a quelle vittime innocenti.
La chiarezza e la verità sulle foibe venne sacrificata per i molti, troppi interessi internazionali che ruotavano nello scacchiere europeo.
Cosi’ sulla verita’ e su quelle urla provenienti dalle cavita’ carsiche calo’ un lungo silenzio che duro’ per quasi sessant’anni.
Fino a poco fa non c’era un solo rigo sui libri a documentare questo sterminio.
Anche se da poco la politica ha deciso di istituzionalizzare il “giorno del ricordo” per commemorare i figli di questo Paese inghiottiti ancora in vita dalla terra e dei 350mila profughi istriano dalmati, sono del parere che per una parte del mondo politico e per un consistente numero di cittadini, questa vicenda del Friuli Venezia Giulia sia una strage negata. Un eccidio ancora non entrato a pieno titolo nella coscienza, nella memoria storica e collettiva degli Italiani.

Non ci possono essere morti di serie A e morti di serie B, i caduti vanno rispettati e ricordati sia a destra che a sinistra, sia se sono state vittime dei rossi, dei bianchi o dei neri.

10 febbraio, per non dimenticare…


Francesco Storace
Segretario Nazionale de "La Destra"

giovedì 3 febbraio 2011

Anche a Vercelli riprende la marcia di Gioventù Italiana!

Nella serata di ieri  il Segretario Regionale di G. I. Alessandro Balocco ha omaggiato un gruppo di giovani vercellesi, che hanno costituito un nucleo di Gioventù Italiana, donando loro una bandiera del movimento giovanile. Nella riunione del direttivo provinciale del movimento giovanile, aperta anche agli esponenti del partito, il Segretario Provinciale di Gioventù Italiana Ivan De Grandis dopo aver salutato e ringraziato il Segretario Balocco, ha ribadito, come da promessa, la volontà di sostenere fortemente la candidatura di Andrea Barone alla presidenza della Provincia. “E’ una persona onesta e benvoluta dai cittadini e soprattutto fuori dagli schemi politici odierni perché è un uomo che ama veramente il territorio e che sa impegnarsi per la gente”-spiega De Grandis e prosegue- ci sono degli accordi a livello nazionale a cui sappiamo mantenere fede, ma siamo convinti che all’interno di una coalizione debba esserci la pari dignità, soprattutto per quelle forze valoriali e identitarie come la nostra”. De Grandis spiega inoltre che anche per i comuni vale la stessa linea, come a Santhià dove La Destra potrebbe benissimo correre da sola poiché possiede degli esponenti di tutto rispetto. “In ogni caso – chiude De Grandis – siamo aperti a sostenere coalizioni coerenti con le nostre idee, chiaramente il dialogo è aperto alle forze del centro-destra”. Al termine della serata il Segretario Provinciale Ivan De Grandis ha relazionato sulle continue adesioni al movimento giovanile e al partito, sintomo di una realtà in forte crescita che sicuramente si potrà tradurre in ottimi risultati anche in termini di consensi elettorali, sia in provincia sia nei comuni dove le liste de La Destra certo non mancheranno.