sabato 27 novembre 2010

Grande Successo del Banchetto de "LD e GI Asti"


Vi scrivo appena tornato dal Banchetto de La Destra e Gioventù Italiana che si è svolto nella centralissima p.zza Alfieri. Sono rimasto molto colpito dal gran numero di persone che oggi si è avvicinato a noi per firmare la petizione per l' applicazione della preferenza nazionale nell' assegnazione degli alloggi popolari e per dialogare sul panorama politico Italiano. Da ciò, abbiamo dedotto che nell' aria c' è una grande voglia di cambiamento. La gente è insoddisfatta della Politica odierna e in molti stanno trovando ne "La Destra" di Francesco Storace il partito che meglio possa rappresentare i loro bisogni ed ideali. Ci aspetta un lungo e faticoso lavoro, dato che stando scomodi a molti, tendiamo a non trovare spazio sui media nazionali. Ma questo non ci scoraggia, anzi ci spinge a stare a contatto con i cittadini ed a radicare sempre più la nostra presenza sul territorio.

Ricordando a tutti che Sabato 11/12/2010 saremo presenti in P.zza San Secondo, porgo a tutti calorosi Saluti Romani!

Mirko saracco
Responsabile Provinciale GI ASTI

Non vogliamo venditori ambulanti, grazie.

L'incoerenza e la demagogia non hanno spazio nella Carmagnola di Destra.
Questo è il messaggio che ieri Gioventù Italiana Carmagnola e la sezione locale e regionale della Destra hanno voluto far intendere a chi sul nostro territorio intende aprire sempre più la strada alla malattia della falsa retorica degli ambulanti in cerca di troni e poltrone varie.
La manifestazione di ieri ha sottolineato che se questo germe intende diffondersi, per guadagnare anche solo un millimetro dovrà fare i conti con degli anticorpi coerenti e decisi: noi.
A Carmagnola non servono le vuote parole (magari nemmeno scritte in italiano corretto) di gente che fa del trasformismo il suo tratto rilevante.
Non ci servono i seguaci di un uomo che si fa scudo di valori sui quali poi sputa apertamente, mistificandoli o piegandoli per il suo facile comodo.
Non ci servono persone la cui destra "evoluta" è quella col cartello Vendesi appeso al collo.
Non ci serve la nuova balena bianca dei finiti.
Carmagnola è la nostra terra, ci viviamo da sempre e sappiamo che non è certo di elementi del genere che ha bisogno. Gioventù Italiana Carmagnola si batterà con le unghie e con i denti per difenderla nei momenti di necessità come questo, per dimostrare che qui c'è una Destra vera che ricorda i suoi valori e sa che non sono lì per aumentare il prezzo dei falsi di turno.
Non lo sono mai stati, nè lo saranno mai. Fino alla fine dei tempi.

sabato 20 novembre 2010

GIOVENTU' ITALIANA DA IL "BENVENUTO" A TORINO A GIANFRANCO FINI

Venerdì sera, 19 novembre, un manipolo di Gioventù Italiana ha dato il suo "benvenuto" a Torino al presidente della camera che è venuto a presentare il suo nuovo movimento politico, futuro e libertà. E' stato esposto uno striscione all'ingresso del teatro, tra gli sguardi attoniti e sbigottiti dei sostenitori finiani, riportante: IMMIGRAZIONE, FAMIGLIA, EUTANASIA...DOVE SONO FINITI I TUOI VALORI ?!?
La presenza delle bandiere de La Destra e di G.I. ha surriscaldato l'animo di qualche attempato finiano, ma tutto è stato riportato prontamente all'ordine dall'intervento dei nostri militanti. L'azione proseguiva nell'immediato ingresso del teatro, di modo che "tutti" potessero sentire con il comizio del Segretario Regionale di G.I. Piemonte Alessandro Balocco. Ancora una volta è stato ribadito che l'unica Destra in grado di rappresentare in pieno le legittime aspirazioni del Popolo italiano è La Destra di Francesco Storace!
E' stato ricordato a tutti i presenti che in nome dell'antiFascismo tanto sbandierato dal presidente della camera sono stati ammazzati tanti ragazzi di Destra che avevano l'unica colpa di militare nel Movimento Sociale Italiano di cui Fini è stato anche segretario. Alle proposte di cittadinanza rapida e di diritto di voto per gli immigrati abbiamo risposto con la preferenza nazionale e con la certezza della pena per gli stranieri che delinquono e che devono scontare tali pene nelle carceri dei loro vari paesi di provenienza, alla deriva laicista abbiamo controbattuto con la consapevolezza delle nostre radici cristiane e con la difesa della sacralità della vita in ogni sua forma. La Famiglia è l'unione di un uomo e di una donna che ha come fine la procreazione e l'educazione dei nuovi cittadini di domani, e non i surrogati che vengono proposti da più parti oggi, che altro non sono e saranno che il cavallo di troia per il riconoscimento delle coppie omosessuali.
Non esiste, e non esisterà mai una Destra, che non affondi i suoi valori, e che non animii la sua azione nel trinomio DIO-PATRIA-FAMIGLIA.
Fini ritiene – come ha detto recentemente a “Vieni via con me” su Rai Tre – che il concetto di Patria è cambiato, che la Patria è di tutti, è la Patria degli extracomunitari. Noi la pensiamo diversamente. La Patria è prima di tutto degli Italiani. Chi non la pensa in questa maniera non è di Destra, Fini non è di Destra e Futuro e Libertà non è un partito di Destra. I valori della Destra, oggi, sono rappresentati esclusivamente dal partito di Francesco Storace.

venerdì 19 novembre 2010

G.I. Torino: Tappezzata la città con manifesti anti-Fini

Nella notte di giovedì 18 novembre Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra di Storace, ha tappezzattola città di Torino con centinaia di manifestini ironici sulla figura del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Questa azione a cui ne seguiranno altre è stata compiuta per dare il benvenuto a Torino al presidente Fini che domani sarà nel capoluogo regionale a presentare il suo movimento.
Come si evince dal manifesto si propone la candidatura di Fini a leader del Partito Democratico, quella che potrebbe apparire come una provocazione ironica è invece la constatazione di una amara verità. Futuro e Libertà si vanta di essere un partito di destra moderna, ma di cosa stiamo parlando? Non può essere considerato di Destra un partito che ha come leader un uomo che afferma che l'antiFascismo è un valore quando in nomr di esso sono stati ammazzati tanti giovani di destra. Non possono essere valori di destra il voler dare la cittadinanza rapida e il diritto di voto agli stranieri, non può essere di destra chi nega la sacralità della vita e mistifica la Famiglia proponendo pacs e tutte quelle unioni che vanno a minare l'ordine naturale delle cose.
I valori su cui si fonda FLI sono improntati alla tradizione laica e liberaldemocratica, il che li pone al di fuori dell'alveo naturale della destra che solo il movimento politico di Francesco Storace rappresenta oggi in
Italia.




martedì 16 novembre 2010

GI CUNEO: GIOVANI E’ TEMPO DI RIVOLUZIONE CULTURALE

Il mondo politico è di difficile comprensione perché come Giano bifronte mostra due volti spesso in contraddizione tra loro: quello amichevole, molto di facciata che vediamo ogni tanto soprattutto sotto elezioni, fatto di sorrisi, di strette di mano di «non ti preoccupare ci penso io», di cene luculliane, di voler stupire con “effetti speciali” per indurre i più a capire chi avrà il bastone del potere in mano, per convincere della propria onnipotenza, per sedurre le masse.
Poi, fortunatamente, c’è altro, una Politica fatta di gesti concreti, la Politica dell’esserci sempre e comunque, al sevizio del cittadino anche per ascoltarlo, per trovare soluzioni al disagio quotidiano. C’è una Politica che s’impegnerà a cercar di «far mangiare» i nostri concittadini soprattutto dopo la campagna elettorale, quando sarà difficile recuperare i «ci penso io» quando, dopo aver bussato alle porte, sarà complicato farsele aprire. C’è una Politica fatta con il cuore, con le viscere, piena di coinvolgimento umano. C’è una Politica che si rivolge alle persone sfiduciate e che dicono, spesso, «sono tutti uguali, non voto più», per questo mi appello ai cittadini che condividono quanto detto ed aggiungo: aiutateci a riaccendere la Fiamma della Speranza!
Questo articolo sulla buona politica non contiene certezze: è niente più che un riflettere, non a voce alta come si è soliti dire, ma in forma scritta.
La buona politica è quella che si fonda sull’esigenza di relazionarsi con gli altri, di pensarsi non all’insegna di un “io individualista” e di poter, così, contribuire a dar vita a istituzioni vitali e capaci di raccogliere le istanze della società.. Ma sempre più ci si sente soli in questa battaglia: solo superando l’indifferenza, coinvolgendo i giovani, stimolando la partecipazione si può recuperare il senso dei valori e la ricerca disinteressata del “bene comune” .
A ideologie scartate si è voluto negare il riferimento a valori ideali. Il pragmatismo, la concretezza sono divenuti i soli criteri per selezionare le classi dirigenti e validare l’efficacia delle proposte. Il pragmatismo da solo non conduce da nessuna parte. Non rappresenta certo la cattiva politica ma apre pertugi dai quali essa può entrare. La concretezza è necessaria in politica, ma è obbligatorio avere la consapevolezza di quali coerenze esistano tra il pragmatismo dell’azione e gli ideali ai quali ci si riferisce.
La politica, quella buona, deve tenere stretta la relazione tra il dire e il fare: i valori che si assumono, i progetti che si costruiscono, le attuazioni che di essi si riesce a realizzare.
Gli ideali, ciò che fonda una cultura politica e la rinnova, non nascono né crescono e si diffondono come i funghi. Richiedono confronto, messa a punto rigorosa, impegno per costruirvi consenso e partecipazione attiva. L’assenza di questi riferimenti forti produce nel nostro tempo esiti clamorosi. Viviamo una crisi profonda, che scuote non un ciclo economico ma gli assetti di una specifica e datata organizzazione capitalistica-liberale del mercato, quella della finanziarizzazione dell’economia; quella che vede il mercato espandersi e tentare di conquistare l’intera società; quella infine che produce dissesto ecologico e rischi di distruzione del nostro pianeta. È’ davanti ai nostri occhi un altro fallimento gigantesco, quello del neoliberismo selvaggio, del rifiuto di ogni regola, con il quale i governi mondiali, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra, hanno preteso di governare la globalizzazione. Di fronte a questo fallimento politico e culturale sta però l’assenza di un progetto alternativo, ma che io vedo ne La Destra.
La buona politica avrebbe bisogno di concentrare intelligenza, passione, energia attorno a questioni di un tale rilievo, invece deve applicarsi negli scontri domestici, ed essere prigioniera della autoreferenzialità degli schieramenti, dove la dichiarazione estemporanea di un esponente di partito, di sindacato, di associazione imprenditoriale in cerca di visibilità conta più dei problemi di vita delle persone, del loro diritto alla formazione, al lavoro, alla casa, alla salute, a istituzioni efficaci.
Avverte la necessità di ridefinire i valori ideali, per restituire speranza, fiducia nel futuro senza di cui ogni impresa per migliorare il mondo diviene un vano sogno ed invece non trova neppure le sedi nelle quali questo approfondimento, che definisce identità forti e sicure, possa avere luogo.
È’ evidente che la politica non è testimonianza: per attuare i propri ideali, i propri progetti in democrazia occorre vincere le elezioni e governare. Ma per vincere non si può perdere se stessi, darsi ad operazioni di tipo clientelare, assumere una gestione del potere disinvolta, non come servizio ai cittadini e strumento per obiettivi validi, ma come risposta ai propri interessi particolari.
Nessun fine giustifica più i mezzi che si utilizzano. Fine e mezzi devono autonomamente avere un loro fondamento etico. In caso contrario si è venuti meno ad un dovere di coerenza.
La buona politica soffre la solitudine perché si regge su di una democrazia che esige la partecipazione, soltanto nel momento decisivo del voto. Colpa in primo luogo di leggi elettorali che ci consentono di scegliere un partito, votando la sua lista, ma non i nostri rappresentanti nelle istituzioni. La buona politica è destinata a morire di solitudine?
Non è così e guai anche soltanto a pensarlo. È vero che a volte chi si impegna nella politica può sentirsi isolato, più che per le idee sostenute, per la visione prevalente che c’è verso la politica stessa e i partiti. Giudizi sommari, luoghi comuni, accuse generiche e indistinte ottengono come solo risultato quello di allargare ancora i fossati, di tenere lontani i giovani. Per rompere una solitudine occorre suscitare un impegno serio, nei cittadini e con particolare urgenza nei giovani.
Non si tratta di seguire come modello la volgare critica alle istituzioni della democrazia portata avanti da un Grillo, ma fare piuttosto riferimento ad un grande protagonista della buona politica come Giorgio Almirante.
Io vedo ne La Destra e in Gioventù Italiana una comunità ideale per accogliere i giovani, coinvolgerli, formare una nuova classe dirigente lontana dall’attuale politica (non basta rottamare la classe dirigente come dice Renzi, il sindaco PD di Firenze, se non si cambia la mentalità) e ripartire proprio nell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia per dare una svolta verso destra e far rinascere una nuova Italia !

Segretario Provinciale Gioventù Italiana-La Destra Cuneo

sabato 13 novembre 2010

PRIMA GLI ITALIANI

Stamane in via Garibaldi, nel cuore di Torino, alcuni millitanti di Gioventù Italiana hanno allestito un gazebo ed hanno effettuato una fruttuosa raccolta firme in favore della proposta di legge sulla Preferenza Nazionale promossa dal partito La Destra.

Tratto da "La Stampa" del 12/11/2010

giovedì 4 novembre 2010

La Cultura del Rispetto

Nella serata di ieri, Gioventù Italiana ha attuato un volantinaggio di protesta nei confronti delle persone che intendono servirsi del nome di Ugo Martinat come civetta per dare risalto al proprio nuovo e luccicante circolo. Stiamo parlando delle persone che intendono intitolare all'ex missino il circolo di FLI a Torino.
La scelta delle persone che si è deciso di servire personalmente non ci riguarda.
Ognuno è libero di degradarsi moralmente e idealmente per andare alla ricerca del facile e ben pagato trono, anche arrivando a mettersi agli ordini di un uomo i cui valori hanno come unità di misura l'euro.
Come si dice, ogni rifiuto finisce nel bidone a lui adeguato.
Non c'è tuttavia giustificazione nel voler sfruttare il nome di Ugo Martinat per beceri motivi pubblicitari.
Non lo è la mancanza di argomenti e di cavalli di battaglia che non siano quelli che passa il giornaletto scandalistico del momento.
Non lo è la sfacciataggine di ritenere che tutto sia permesso, anche usurpare sotto il vuoto titolo di "omaggio" il nome di un defunto, pur di farsi riempire di facili lodi da chiccessia o dal compiacente di turno.
Se qualcuno pensa che Gioventù Italiana sarebbe rimasta in silenzio davanti a questo insulto, si è sbagliato.
Martinat è stato l'ultimo grande ex missino.
Utilizzarne il nome per pubblicizzare questa presunta destra moderata, antifascista e iperliberale è semplicemente un abominio.