giovedì 29 aprile 2010

Il 50% degli alloggi popolari agli extra-comunitari,chiediamo norme che tutelino gli italiani


Gioventù Italiana movimento giovanile de La Destra intende denunciare una situazione di emergenza nazionale legata alla problematica degli alloggi popolari. Dobbiamo ricordare che in Italia essere propietari di una casa non è un diritto e porterne affitare una lo è anche meno.

Dobbiamo inoltre registrare un dato preoccupante ad allarmante allo stesso tempo, in Italia circa il 50% delle case popolari sono state affidate dalle amministrazioni locali ad extracomunitari. I dati parlano chiaro a Milano il 56% degli abitanti delle case popolari sono extracomunitari a Torino il 41,2% a Bologna il 44,1% a Brescia il 59,8% e così via.

A Roma invece registriamo un dato più basso ma in cresita che si assesta sul 10%.

La causa principale di questo fenomeno è legata alle normative regionali che regolamentano l'assegnazione dei punteggi per le graduatorie per l'asseganzione degli alloggi popolari. Queste normative infatti privilegiano le famiglie che in primo luogo non possiedono un abitazione e che hanno un basso reddito o nessun reddito inoltre altro requisito fondamentale per poter accedere ad una casa popolare è quello di avere più di due figli.

Com'è facile capire a queste condizioni sono generalmente sfavoriti i nuclei famigliari composti da cittadini italiani rispetto agli extracomunitari. Per questo motivo Gioventù Italiana in questi giorni avanzerà delle proposte per modificare le normative regionali. Le nostra proposta verterà sul poter assegnare un punteggio extra per le famiglie di origine italiana e sul porre un tetto massimo di presenza all'interno degli alloggi popolari di famiglie extracomunitarie pari al 30%.Solo in questo modo potremmo evitare che nel giro di qualche anno la residenza pubblica sia un diritto ad appannaggio esclusivo delle persone non di origine italiana.
UFFICIO STAMPA

lunedì 19 aprile 2010

Basta pensioni d'oro per i parlamentari, pronti a una raccolta firme


Gioventù Italiana, movimento giovanile de "La Destra" lancia una battaglia contro le pensioni d'oro dei parlamentari italiani e i privilegi assurdi che questa casta è riuscita a accaparrarsi in questi anni.
In un periodo di piena crisi economica e di recessione, un periodo segnato dall'aumento della disoccupazione, dal precariato e dalla difficoltà delle famiglie italiane ad arrivare alla fine del mese, chiediamo al Governo un gesto che vada incontro al buon senso comune tagliando queste pensioni. Non riteniamo inoltre che sia moralmente giusto nei confronti di tutti i cittadini italiani i quali per poter conquistare la meritata pensione devono lasciarsi alle spalle ben 35 anni di contributi per avere una somma mensile che il più delle volte non è sufficiente per una vita dignitosa. Dall'altra parte invece siamo di fronte a cifre da capogiro. Il vitaliazio che ricevono i parlamentari infatti oscilla tra i 3000 euro mensili e i 9000 a seconda delle legislature fatte con la possibilità di andare in “pensione” già al compimento del cinquantesimo anno di età. Un totale di oltre 200 milioni di euro di sprechi che ogni anno vanno in tasca a migliaia di ex onorevoli e non. Chiediamo dunque che questo scandalo tutto italiano venga rimosso e che gli anni trascorsi in parlamento dai rappresentanti del popolo possano essere equiparati a livello pensionistico agli anni di lavoro di un qualcunque dipendente pubblico. Questo sarebbe un gesto di equità sociale e di buon senso da parte delle istituzioni, uno di una lunga serie che a nostro avviso questo Governo dovrebbe iniziare ad intraprendere. Se invece la nostra proposta non verrà presa in considerazione siamo pronti ad una raccolta firme su scala nazionale per poter arrivare alla modifica della legge che regola questo spreco.
Crediamo infatti che se la parola dovesse passare agli italiani e se tutti i 60 milioni cittadini potessero essere in grado di apporre una firme per bloccare questo scempio ci troveremmo davanti ad un fenomeno di dissenso nazionale talmente elevato da imporre alla classe politica al governo del paese un taglio alle scandalose pensioni d'oro dei deputanti e di molti altri privilegi che sono di fatto un insulto per tutti i lavoratori italiani.

Ufficio Stampa