giovedì 27 dicembre 2012

G.I. TORINO: ELEZIONI ALLE PORTE, IL COMUNE CHIUDE GLI UFFICI ELETTORALI

Il Comune di Torino, su ordinanza del Sindaco, ha deciso di chiudere gli Uffici Elettorali in vista delle festività natalizie concedendo un periodo prolungato di vacanze ai propri dipendenti.
Peccato che solo pochi fa giorni il governo Monti abbia dato le dimissioni e siano state indette, per il 24-25 febbraio 2013, le prossime elezioni politiche, comportando di fatto il lavoro di preparazione delle liste dei candidati da presentare alle elezioni da parte di tutti gli interessati e gli addetti ai lavori.
Come si può pensare di chiudere gli Uffici Elettorali per praticamente una settimana con le elezioni a 2 mesi di distanza? Dall'altra parte, come fanno partiti, movimenti e candidati a presentare documenti e certificati, rispettando tempi e regole, con gli Uffici Elettorali completamente chiusi per una settimana in un periodo di attività intenso come questo? 
Va bene che chiudere gli Uffici per una settimana comporterà per il Comune un notevole risparmio in termini di costi di gestione (luce, riscaldamento, personale, ecc.), tuttavia sarebbe stato più ragionevole, vista la situazione, optare per l'apertura a mezza giornata per garantire comunque un regolare servizio. Altrimenti poi non ci si può lamentare o scandalizzare se vengono fuori le vicende delle liste escluse e delle candidature irregolari, per mancato rispetto delle scadenze e delle tempistiche, o peggio ancora delle liste e delle firme false. 
Se si pretende che tutto venga fatto alla luce del sole e nel rispetto delle regole, da parte di liste e candidati, allora bisogna anche però creare le condizioni perchè ciò avvenga, perchè altrimenti la cattiva organizzazione dei servizi al cittadino istiga solamente i cittadini a trasgredire le regole.

martedì 18 dicembre 2012

G.I. TORINO: IMU = RAPINA: I DIRITTI NON SI TASSANO!

Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre un gruppo di militanti di Gioventù Italiana Torino ha esposto uno striscione nei pressi della sede dell'Atc Torino (Agenzia Territoriale per la Casa), in Corso Dante 14, per protestare contro l'introduzione dell'Imu proprio nel giorno in cui è scaduto il termine per il pagamento della seconda rata dell'imposta.
Abbiamo scelto la sede dell'Atc, agenzia che si occupa dell'assegnazione delle case popolari, come luogo simbolico della nostra protesta e perchè riteniamo che mai come oggi la casa sia un diritto innegabile di ogni cittadino e che proprio l'introduzione dell'Imu sia la negazione di tale diritto.
Uno Stato che considera la casa di proprietà come un "privilegio da tassare" è uno Stato che può solo volere il male dei suoi cittadini e il fatto che molti di essi non riusciranno a far fronte al pagamento dell'imposta riceveranno quasi sicuramente una cartella esattoriale, rischiando di fatto la perdita dell'immobile, dovrebbe far riflettere e non poco.
Vogliamo l'abolizione di questa imposta in quanto rappresenterebbe per le famiglie una boccata d'aria indispensabile e necessaria per far ripartire l'economia reale e la crescita economica, determinando di fatto una possibile via d'uscita da una crisi di cui i cittadini non sono responsabili ma che stanno pagando a carissimo prezzo. Stesso discorso vale per un'altra imposta inutile come il Canone Rai, in quanto oggi tutti i cittadini possiedono almeno un televisore per abitazione e inoltre perchè pagare un'imposta sul servizio pubblico televisivo per ricevere un servizio non certo eccellente come quello che la Rai ormai propone da diversi anni è una cosa priva di senso.

domenica 16 dicembre 2012

G.I. NOVARA: IN MARCIA VERSO IL 2013, CONTRO MONTI A DIFESA DELLA NAZIONE

Questo pomeriggio i militanti de La Destra - Gioventù Italiana hanno presenziato nel centro cittadino con un banchetto di propaganda politica.

"Guardiamo alle elezioni politiche del 2013 con grande consapevolezza: il governo Monti sembrava finito, ma è rimasta la tanto decantanta "agenda Monti" fatta di tasse, tagli allo Stato Sociale, svendite e disoccupazione. Le manovre lacrime e sangue e i vincoli europei come il fiscal compact condannano l'Italia a continuare le politiche di Monti - dichiarano i responsabili presenti- Noi non accettiamo di sacrificare il popolo italiano sull'altare dell'alta finanza mondialista. I vincoli europei sono dei meri parametri tecnici, vanno messi in discussione e non possono essere accettati senza battere ciglio. Prima viene il nostro interesse nazionale. La sinistra che si candida a governare l'Italia ha enormi responsabilità, dato che sono stati i suoi uomini in passato a definire i vincoli europei per l'Italia: da Prodi a Padoa Schioppa, fino ad oggi Monti da loro tanto osannato. Bersani e Vendola propongono un internazionalismo sconfitto dalla Storia: pensano ad un'Italia colonia dell'Europa delle banche (la famosa frase "ce lo chiede l'Europa") e una terra di conquista dell'immigrazione islamica e terzomondista. Un programma politico totalmente estraneo alla nostra tradizione, al quale noi intendiamo opporci con forza e determinazione. Nei mesi scorsi anche a Novara durante gli incontri con il segretario nazionale Francesco Storace e il responsabile del programma Adriano Tilgher abbiamo illustrato la nostra proposta per l'Italia contenuta nel "Manuale della Sovranità": moneta nazionale, lotta alla casta ed alla corruzione, preferenza nazionale, una riforma della giustiza a favore dei cittadini, fermare Equitalia, mutuo sociale, riforma del lavoro per fermare il precariato e definire la socializzazione delle aziende, una riforma della scuola in grado di formare la classe dirigente del futuro, una politica economica a favore delle piccole medie imprese, una riforma presidenzialista per l'Europa dei Popoli.Come detto dal Presidente del nostro Partito Teodoro Buontempo, la soluzione più coerente e credibile da proporre alle elezioni politiche è quella di un cartello elettorale che riunisca tutte le formazioni politiche di opposizione al progetto del Monti – bis: sarebbe così un vero e proprio referendum tra chi sta con le banche e chi sta con il popolo.C'è bisogno di Destra.C'è bisogno di una formazione politica identitaria e sociale che rimetta al centro del dibattito politico parole d'ordine come Patria, Identità, Tradizione, Stato Sociale, Sovranità nazionale e monetaria, primato della politica sull'economia,meritocrazia, etica.

Proprio per questo invitiamo tutti a partecipare all'incontro di sabato 22 dicembre "Verso una Destra all'altezza dei sogni che ho" che si terrà presso l'Albergo Italia alle ore 10.  Interverranno esponenti della destra radicale del calibro di Giuliano Castellino (Movimento Sociale Europeo), Piero Puschiavo (Progetto Nazionale), Gianni Musetti (segretario nazionale di Gioventù Italiana), Roberto Jonghi Lavarini (Destra per Milano), Giuseppe Lonero (Segretario regionale de La Destra), Renato Besana (editorialista di Libero e promotore del Progetto Itaca) e VittorioPesato (consigliere lombardo del PdL e fondatore del movimento Patrioti). Tante esperienze unite dalla comune idea della Tradizione.

sabato 8 dicembre 2012

G.I. NOVARA:VERSO UNA DESTRA ALL'ALTEZZA DEI SOGNI CHE HO

Sabato 22 dicembre, a Novara alle ore 10 presso l'Albergo Italia si terrà un convegno fortemente identitario intitolato: "verso una destra all'altezza dei sogni che ho".

Ad accendere gli entusiasmi di militanti e simpatizzanti che accorreranno a Novara ci saranno gli esponenti de La Destra, dal Segretario Regionale del partito GIUSEPPE LONERO al Segretario Nazionale di Gioventù Italiana GIANNI MUSETTI, il leader romano e portavoce del Movimento Sociale Europeo GIULIANO CASTELLINO, che solo poche settimane fa ha portato in piazza a Roma l' "euroribellione"; PIERO PUSCHIAVO oggi presidente di Progetto Nazionale Fiamma Futura e autore anche del libro "dai gangsters ai banksters"; RENATO BESANA editorialista di libero e coordinatore del progetto Itaca e VITTORIO PESATO (PDL) Consigliere della regione Lombardia e fondatore del movimento "Patrioti".
  
Gli ospiti de La Destra saranno dunque quelli delle grandi occasioni, provenienti dalle varie anime della destra radicale e daranno il loro contributo ad un incontro-dibattito per spiegare le visioni di chi la galassia della destra italiana l'ha vissuta e la vive. Sarà un momento per ragionare su idee e programmi, per illustrare le destra italiana che sia sogna per il futuro, il tutto con un confronto costruttivo, aperto e leale con ospiti che hanno percorsi comuni, simili o completamente diversi ma comunque uniti da valori imprescindibili come la difesa dell'identità e della sovranità nazionale dell'ideologia mondialista e cosmopolita che sta uccidendo l'Europa sottomettendola all'alta finanza.

mercoledì 5 dicembre 2012

G.I. TORINO: 2007 - 2012, IL LAVORO E' ANCORA UN DIRITTO!

La scorsa notte, tra il 4-5 dicembre, un gruppo di militanti di Gioventù Italiana Torino ha esposto sulla cancellata dell'ex stabilimento Thyssenkrupp, in Corso Regina Margherita, uno striscione con scritto "2007 - 2012: IL LAVORO E' ANCORA UN DIRITTO!" per ricordare i sette operai che che 5 anni fa morirono in un incendio scoppiato all'interno dello stabilimento mentre lavoravano. Sono passati 5 anni da quella tragica notte e, per quanto il lavoro sia un sacro santo diritto di ogni uomo, esso da allora in Italia ha subito dei soprusi imperdonabili, dalla Thyssenkrupp fino all'Ilva di Taranto passando per i casi della Fiat di Pomigliano e Mirafiori e dell'Indesit sempre a Torino. 
La cosa ancora più sconcertante, e che per molti versi fa rabbia, è il fatto che oggi qualcuno abbia il coraggio di dire che "il lavoro non è un diritto" e che pretendere certe tutele e certe garanzie significa essere choosy, al punto da attuare una "Riforma dell'articolo 18" che smantella ogni garanzia e ogni tutela verso i lavoratori solo per compiacere i mercati, le banche e gli speculatori che ci stanno uccidendo....ogni riferimento al ministro (incompe)tecnico Elsa Fornero è puramente voluto! 
Noi non ci stiamo! Il lavoro, oltre ad essere un diritto e ad essere l'unica vera medicina per la crisi, è la più grande attività nobile che favorisce elevazione dell'uomo, è la pietra miliare per la prosperità e la crescita di ogni civilità. Al contrario, una civiltà condannata a vivere nello sfruttamento, nella disoccupazione e nella precarietà è solamente destinata a morire...e i risultati non stanno tardando a vedersi!

venerdì 30 novembre 2012

G.I. TORINO: "EURO: STRUMENTO DI DISTRUZIONE DI MASSA"


Venerdì 30 novembre 2012 alle ore 21 presso Terrazza Solferino (Via Bertolotti 7 a Torino) si terrà l'incontro "EURO: STRUMENTO DI DISTRUZIONE DI MASSA" organizzato da Gioventù Italiana in collaborazione con i militanti di Continuità Ideale e dove sarà ospite come relatore l'Avv. Alberto Costanzo. Sarà un'occasione importante dove si parlerà dell'Europa e di come il suo progetto criminale, attraverso la moneta unica e la finanza speculativa, stia uccidendo i popoli europei privandoli delle loro identità, delle loro culture, dei loro diritti e del loro futuro.
Siete tutti invitati a partecipare, vi aspettiamo!

martedì 27 novembre 2012

UN SORRISO SOTTO L'ALBERO

In occasione delle festività natalizie Gioventù Italiana organizza una RACCOLTA GIOCATTOLI, BENI ALIMENTARI E DI PRIMA NECESSITA', che saranno distribuiti a famiglie bisognose grazie alla collaborazione con associazioni di beneficenza.

sabato 24 novembre 2012

G.I. PIEMONTE: PALESTINA LIBERA!

I militanti di Gioventu' Italiana delle Federazioni di Torino e Novara hanno affisso nella notte tra il 23 e il 24 novrembre uno striscione con su scritto "PALESTINA LIBERA!", nel corso di un'iniziativa nazionale del movimento per manifestare la propria solidarieta' al popolo palestinese, sconvolto e annichilito da otto giorni di bombardamenti a tappeto che hanno avuto come obiettivi anche e soprattutto inermi civili, spesso donne e bambini. La tregua di questi giorni e' stata unilateralmente imposta da Israele, che dopo aver distrutto palazzi governativi e centri d'informazione in Palestina non ha di fatto più nulla da bombardare. Dal punto di vista politico la Palestina oggi non esiste più, per la gioia dei ministri israeliani che nei giorni scorsi si auguravano di poter "riportare Gaza nel medioevo", riducendo la striscia al caos più totale, negando l'autodeterminazione ai palestinesi. Oggi più che mai, la Palestina chiede liberta'!

lunedì 19 novembre 2012

G.I. TORINO: CARCERI A PROVA DI SUICIDIO, UNA PIAGA INTERMINABILE

Pochi giorni fa presso il carcere della Vallette di Torino si è verificato l'ennesimo tentativo di suicidio da parte di un detenuto, il quale ha cercato di impiccarsi con dei pantaloni alla grata della finestra del bagno e che, fortunatamente, è stato salvato per il rotto della cuffia dagli agenti della polizia penitenziaria.
L'episodio è solo l'ultimo di una lunghissima serie e infatti non sono mancati i reclami e le proteste, più che legittime, da parte del sindacato autonomo della polizia penitenziaria che continua a denunciare le condizioni di vita e di lavoro difficili all'interno degli istituti correzionali di tutta Italia : in tutta Italia si verifica 1 suicidio compiuto ogni 15 tentativi, le condizioni di lavoro da parte degli agenti sono sempre più difficili, sia causa del sovraffollamento e sia per le carenze umane ed economiche sempre più notevoli.
Il tema della vita in carcere è sempre stato un tema caldissimo che, specialmente negli ultimi anni, le istituzioni hanno sempre cercato di evitare con provvedimenti, o meglio delle mascherate, come l'indulto e il decreto salva-carceri facendo credere di aver risolto il problema, il quale si è puntualmente ripresentato poco tempo dopo quando stragrande maggioranza dei detenuti messi in libertà grazie all'indulto ha fatto ritorno in cella.
L'indulto non serve a nulla, quello serve è un maggiore impiego di risorse nell'ammodernamento infrastrutturale e nella costruzione di nuove carceri per fare in modo che queste tornino ad avere la loro funzione originaria di rieducare il cittadino condannato alla detenzione per favorirne il reinserimento nella società una volta scontata la pena. Altrimenti, continuando su questa strada, il carcere continuerà a rappresentare l'inferno terreno per il detenuto, portando questo a compiere continui tentativi di suicidio oppure ad incattivirsi maggiormente in modo da, una volta terminata la detenzione, diventare ancora più delinquente di prima e di conseguenza a rimettere piede cella poco tempo dopo.
I detenuti devono senza dubbio scontare la loro pena fino alla fine e pagare per i reati commessi, ma ciò non li priva dei loro diritti, ossia, quelli di potersi riscattare e di integrarsi nella società una volta terminata la pena.
Stesso discorso vale per gli agenti di polizia penitenziaria, i quali non possono continuare a fare gli orari straordinari compiendo dei gesti straordinari (come salvare un detenuto dal suicidio) operando in condizioni disumane come quelle attuali e rischiando la vita tutti i giorni.

venerdì 16 novembre 2012

G.I. TORINO: CHIUDERE I COMPRO ORO, SUBITO!

Nella notte tra il 15 e il 16 novembre 2012 i militanti di Gioventù Italiana con La Destra hanno attaccato alcuni volantini sulle serrande e sulle inserzioni pubblicitarie di alcuni Compro Oro di Torino per protestare contro la crescita vertiginosa di queste attività commerciali, verificatasi negli ultimi anni, e per sollevare il dubbio sulla trasparenza delle loro attività.
Negli ultimi 5 anni sono nati 28000 Compro Oro in tutta Italia per un giro d'affari, stando ai dati raccolti, di circa 7 miliardi di euro, numeri impressionanti se si pensa al periodo di crisi attuale che le attività commerciali in generale stanno vivendo, abbastanza impressionanti da far sorgere qualche dubbio.

Se poi si pensa alle notizie degli ultimi giorni sulle operazioni svolte dalla Guardia di Finanza in tutta Italia allora i dubbi nutrono qualche fondamento: 250 perquisizioni, 163 milioni di euro in beni sequestrati e 118 indagati per ricettazione e riciclaggio in 11 regioni d'Italia.
Quello che vogliamo è che si faccia più chiarezza possibile sulla vicenda e sul giro d'affari dei Compro Oro, pertanto o si introducono maggiori vincoli normativi sulla concessione della licenza d'apertura, da parte di Questura e Comune, e sulla la gestione di queste attività conferendo maggiori poteri di controllo alla Guardia di Finanza e alla Camera di Commercio, oppure tanto vale chiudere i Compro Oro una volta per tutte e permettere che la compravendita di beni preziosi in oro possa avvenire solamente presso le gioiellerie e le oreficerie autorizzate. I cittadini, messi in ginocchio dalla crisi, sono costretti a vendere i loro beni preziosi presso i Compro Oro che li acquistano a ribasso, spesso senza emettere ricevuta fiscale nè fattura, per poi rivenderli a prezzo maggiorato sul mercato internazionale, quindi invitiamo chiunque a abbia intenzione di vendere il proprio oro a pensarci molto bene prima di mettere piede in questi posti.

G.I. NOVARA: VIA LA PROSTITUZIONE DALLE NOSTRE STRADE


Nella notte i militanti del partito La Destra e Gioventù Italiana hanno “rinominato” numerose vie della città in “Via la prostituzione dalle nostre strade” con lo scopo di risollevare un problema a cui non vi è mai stata soluzione fino ad ora, la prostituzione dilagante per le strade novaresi.
Il Sindaco Ballarè – spiegano in una nota stampa gli attivisti di destra – aveva firmato un’ordinanza per contrastare questo fenomeno. Ne erano usciti titoloni e siamo stati ad aspettare i risultati di questo provvedimento così decantato, ma come al solito si è trattato solo di tanto fumo – e proseguono – i cittadini sono esasperati da questo degrado, che è senza dubbio una piaga sociale ed è ora che chi amministra la città capisca che non bastano più i titoli sui giornali. I novaresi si aspettano la concretezza, non possono più tollerare lo spettacolo indecoroso che va in scena tutte le sere nelle strade della nostra città. Sono moltissime le vie che sono sono state ribattezzate nella notte, tra queste vi sono Viale Manzoni, Corso Cavallotti, Cavalcavia Porta Sempione, Strada Zecca, Corso della Vittoria, Via Pontida, Via 23 Marzo. Insomma tantissime strade principali e le loro intersezioni che ogni sera vedono le macchine accostare per "comprare l'amore".
La Destra e Gioventù Italiana danno voce a tutti quei cittadini che vogliono dire basta a questa situazione e che si aspettano dei risultati dall’amministrazione che, per ora, ha fatto solamente inutili proclami fini a se stessi. Forse è più comodo fare finta che questa questione non esista, come si ostinano a fare molti, ma è ora di mettere fine a questi bordelli a cielo aperto e con questa azione pacifica ma di sicuro effetto esortiamo i media locali affinchè riportino all’attenzione dell’opinione pubblica questa tematica che va affrontata in maniera pragmatica – poi concludono - Il racket della prostituzione va smantellato perché non è più concepibile lo sfruttamento e la schiavizzazione della donna. A Ballarè chiediamo più fatti e meno parole.

mercoledì 14 novembre 2012

G.I. TORINO: CRISI : SOLO MALESSERE E REPRESSIONE

La giornata di oggi è stata una giornata incandescente, gli scontri verificatisi nelle varie manifestazioni contro la crisi che si sono tenute in tutta Italia per protestare con le politiche del governo, fatte solo di precarietà e sfruttamento, sono la chiara espressione del malessere diffuso tra la popolazione.
Gli scontri alle manifestazioni hanno avuto delle dinamiche molto diverse in molte zone d'Italia, a Torino un gruppo di autonomi ha aggredito un poliziotto a colpi di mazza da baseball riducendolo in gravi condizioni, invece a Roma le dinamica è stata ben diversa e gli studenti in corteo (in buona parte disarmati) si sono ritrovati a subire una carica violentissima da parte delle Forze dell'Ordine.
Quanto è accaduto è sconcertante, perchè se da una parte è ingiustificabile quanto è accaduto a Torino, dall'altra non si può rimanere indifferenti di fronte a quanto è accaduto a Roma.
I giovani precari e gli studenti sono sempre meno ascoltati e sempre più abbandonati a loro stessi, perchè evidentemente questo governo ritiene siano più importanti l'austerity, l'andamento dei mercati finanziari e i capricci delle banche che hanno innescato la crisi, invece che investire sul futuro delle giovani generazioni (ritenute da qualcuno troppo choosy) attraverso l'istruzione e la ricerca.
Mai quanto oggi bisogna ascoltare chi scende in piazza, in quanto se si continua a fare finta di niente e a reprimere la protesta prima o poi questa esploderà ai limiti della violenza diventando incontrollabile.

venerdì 9 novembre 2012

MUSETTI: DOPO CINQUE ANNI DI GIOIE E SACRIFICI, SIAMO ANCORA QUI. ET VENTIS ADVERSIS!

Gioventù Italiana, un nuovo punto di riferimento per tanti giovani non conformi, un nuovo stimolo per le imprese future, una nuova casa per tutti noi.
Erano questi gli ideali che ci animarono cinque anni fa, quando a Roma, nel diciottesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, fondammo questo nostro movimento: un sogno che si avverava, una nuova possibilità per i tanti che in quegli anni sentivano la necessità di qualcosa di nuovo e dirompente nel mondo giovanile della nostra Italia.
Sono stati tanti, innumerevoli i sacrifici che da quel giorno del 2007 abbiamo affrontato, ma le difficoltà non ci hanno mai piegato, siamo sempre stati capaci di piegarci senza spezzarci, di mantenere viva la fede in ognuno di noi, e questo perché tutto ciò che il destino c’ha imposto, lo abbiamo vissuto con unità e spirito di comunità, uniti dal medesimo sogno.
Socializzazione, unità nazionale, giustizia sociale, queste erano le nostre parole d’ordine allora, lo sono ancora oggi e con orgoglio possiamo dire che lo saranno sempre, in continuità con quella generazione di eroi della Repubblica Sociale che per quelle parole prima morì, e poi fu seppellita dalla storiografia ufficiale: il loro testimone è ancora nelle nostre mani, vivo e forte, la loro testimonianza di fede non morirà mai finché ci sarà anche solo uno di noi ad averla nel cuore.
I ricordi di questi cinque anni, che sono stati i più intensi della mia vita non solo politica, ma anche umana e personale, ci portano la mente alla generosità di tanti militanti, che hanno sacrificato tutto, a livello economico ma soprattutto personale e familiare, per servire l’idea della loro vita.
Quella giornata di Trieste poi, a un anno dalla nostra fondazione, ci formò come comunità in cammino, soli contro tutti per il bene dell’Italia, ma forse, soprattutto, per il bene nostro, per mantenere in vita quella fiamma, quell’ideale che in tanti, troppi negli anni hanno tentato di spegnere o nascondere.
Beh, non ce l’hanno fatta, e dopo cinque anni, piegati dai tanti sacrifici ma mai spezzati nel nostro ardore, possiamo ancora dire: noi ne siamo i testimoni!
Et ventis adversis!


Gianni Musetti
Segretario nazionale Gioventù Italiana

martedì 6 novembre 2012

G.I. NOVARA: TAGLIO FONDI PER I MALATI DI SLA, IL PD SOSTIENE QUESTO GOVERNO E PREDE IN GIRO LE PERSONE


Il taglio dei fondi per i malati di SLA è un atto criminale che dimostra il vero volto di questo governo: quello di chi non considera i cittadini delle persone umane, ma dei contribuenti dai quali rubare i risparmi e ai quali tagliare i servizi.
L'esecutivo Monti sta compiendo un massacro sociale senza precedenti: nemmeno le persone affette da malattie gravissime sono state risparmiate, a partire dal fatto che a queste persone non sono stati fatti sconti nè sull'IMU nè su tutte le altre tasse che sono state imposte in questi mesi.
Noi già lo scorso giugno, in occasione della protesta contro l'arrivo in città del Ministro Fornero denunciammo il progetto di privatizzazione dell'assistenza per i non autosufficienti annunciata dal ministro stesso: questi tagli sono solo il primo passo.
Il Ministro Fornero, senza vergogna, di fronte alle obiezioni di un malato di SLA non ha certo perso l'occasione di tacere, rispondendo che anche la vita di un mistro è altrettanto dura.
Il Partito Democratico novarese, che per voce del sig. Biagio Diana e della senatrice Franca Biondelli si erge a paladino della giustizia non prenda in giro le persone: i provvedimenti di Monti passano proprio grazie ai loro voti, e ce li ricordiamo ancora festeggiare l'arrivo di Monti a Palazzo Chigi stappando champagne in piazza. Se davvero si sono ricreduti, facciano venire meno la loro fiducia al governo invece di continuare a parlare di Monti come una risorsa per il paese.
Gli Italiani sono stremati dall'austerità impostaci dall'Europa delle banche e da ministri che di fronte alle difficoltà enormi dei cittadini si permettono di parlare di disoccupati schizzinosi e di posti di lavoro monotoni. Ora questi criminali giocano sulla pelle deimalati di Sla. Un salmo biblico ammonisce: "Temi l'ira del mansueto". Lo tengano bene a mente questi ministri senza patria e senza sangue.

venerdì 26 ottobre 2012

G.I. TORINO: PARCO DORA AI RESIDENTI, VIA I VANDALI!

 
 
Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre alcuni militanti di Gioventù Italiana con La Destra di Torino hanno esposto uno striscione, con su scritto "PARCO DORA AI RESIDENTI, VIA I VANDALI!", nei pressi del Parco Dora (Circoscrizione 4) per protestare contro i continui episodi di vandalismo che si verificano ormai da diversi mesi presso il parco.
Non è tollerabile che un'area pubblica inaugurata da pochissimo sia già stata ridotta in simili condizioni di degrado (ascensori distrutti, panchine danneggiate, canestri del campo da basket fatti a pezzi, ecc.), i cittadini hanno il diritto di beneficiare di un'area verde presso cui svagarsi e svolgere le loro attività quotidiane senza dover riscontrare continuamente tali disagi.
Per questo chiediamo che le istituzioni locali (Comune di Torino e Circoscrizione 4) si impegnino a riqualificare adeguatamente la struttura, per renderla uno spazio agibile per tutti i cittadini, e a promuovere un maggiore senso civico tra i cittadini. Il bene comune è un valore del quale nessun cittadino può fare a meno, per questo vogliamo che esso sia e venga fatto rispettare.
 

giovedì 25 ottobre 2012

G.I. TORINO: NOSIGLIA VENGA INCONTRO PRIMA AI GIOVANI ITALIANI



L'Arcivescovo della Diocesi di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia, invita le famiglie torinesi ad adottare una famiglia Rom o Sinti come gesto di integrazione sociale e con l'obiettivo di indicare una via di uscita alla crisi.
L'Arcivescovo sostiene inoltre che l'attuale crisi, prima che economica, è sopratutto culturale e morale e aggiunge che i "poveri più colpiti" sono proprio i Rom e i Sinti.
Vien da chiedersi : ma agli italiani, in particolare ai giovani, non ci pensa nessuno?
Non intendiamo mettere in discussione i principi sociali della carità e dell'aiuto verso i bisognosi sostenuti dalla Diocesi, ma ci teniamo a precisare che, tra i più colpiti dalla crisi, ci sono anche gli italiani e in particolar modo i giovani. Con la disoccupazione all'11%, nessuno pensa agli italiani che dopo aver lavorato, pagato le tasse e risparmiato per anni, ora si ritrovano magari senza casa e a far la coda alle mense della Caritas per potersi garantire i pasti? Con la disoccupazione giovanile al 34%, nessuno pensa ai giovani che dopo aver passato anni a studiare e formarsi, oggi si ritrovano a 30 anni a vivere ancora con i genitori, senza lavoro oppure a dover accettare lavori precari, con degli stipendi da fame e senza nessuna prospettiva stabile per il futuro?
Per questo ci teniamo ad invitare l'Arcivescovo, la Diocesi e tutte le altre realtà di Torino che si occupano di sociale ad impegnarsi nei confronti dei torinesi e dei giovani prima, rispetto che all'integrazione dei Rom e dei Sinti.

lunedì 22 ottobre 2012

G.I. NOVARA: IN PIAZZA A DIFESA DELLA NAZIONE, CONTRO IL GOVERNO DELLE BANCHE!

Sabato pomeriggio i Militanti de La Destra e Gioventù Italiana sono scesi in piazza Puccini con un banchetto di propaganda politica per spiegare alla cittadinanza le ragioni dell'opposizione al governo Monti, scandendo questo slogan:“A difesa della Nazione contro il Governo delle banche”

“Non assisteremo inermi allo stupro della nostra Patria - esordisce in maniera forte il segretario di Gioventù Italiana Ivan De Grandis – perpetrato da una classe politica corrotta ed asservita alle banche ed all'alta finanza, veri responsabili di una crisi che ora vogliono far pagare al popolo smantellando lo Stato Sociale, de-industrializzando l'Italia e cancellando i diritti dei lavoratori”.

Tra i temi toccati, quello del lavoro. “Riteniamo giusta – aldilà della provenienza politica dei promotori – l'iniziativa referendaria a difesa dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Altro che modello tedesco! La flessibilità di cui parlano Monti e la Fornero assomiglia molto di più al modello cinese, forse appreso dal presidente del consiglio nel suo ultimo viaggio in estremo oriente. Tuttavia  la precarizzazione del lavoro è una delle tante piaghe impostaci dall'Europa delle banche tanto cara alla sinistra che si vanta di avere portato l'Italia nell'UE. Non vorremmo che, trattandosi di norme attuative dell'ordinamento comunitario, l'esito positivo del referendum possa essere vanificato da nuove imposizioni di Bruxelles. E' la dimostrazione che dobbiamo uscire dall'Unione Europea tornando ad essere una Nazione sovrana, anche e soprattutto nella politica economica e sociale.”

La Destra oggi vuole quindi porsi agli italiani come la vera alternativa tra due facce della stessa medaglia: la classe politica corrotta e il sistema bancario che ha commissariato l'Italia.
“Oggi si continua a parlare di Monti – bis : la classe politica italiana è ormai talmente degradata moralmente che per sopravvivere è costretta a piegarsi ai voleri della finanza mondialista. Monti ha portato l'Italia nella peggiore recessione della sua storia, la casta si appresta a sostenerlo nuovamente per sopravvivere. E' un vero e proprio voto di scambio: si consegna la Nazione in mano ai pescecani della finanza in cambio del mantenimento delle poltrone e delle prebende!”

“Oggi – conclude l'esponente della De Grandis -  chiamiamo a raccolta tutti gli Italiani che vogliono dire no ad una deriva tecnocratica dell'Italia, dando voce all'opposizione di chi tra il popolo e la banche ha scelto senza se e senza ma di stare con il Popolo!”

La Destra quindi continuerà senza tregua la sue battaglie nel territorio novarese.

venerdì 19 ottobre 2012

G.I. TORINO: DROGA, UNA PIAGA IN CRESCITA

Mentre la crisi economica imperversa, il mercato della droga a Torino e dintorni conosce un vero e proprio boom. Nei primi quattro mesi del 2012 sono stati sequestrati più di 60 chili di cocaina, mentre in tutto il 2011 i chili sequestrati erano stati circa 26, in aumento anche il sequestro delle altre sostanze stupefacenti.
L’ultima notizia al riguardo viene da Strambino, vicino a Ivrea, dove i Carabinieri hanno fermato l’auto di un ragazzo di 22 anni per un controllo, trovandogli poi addosso una busta contenente 5 dosi di ketamina oltre ad alcuni semi di marjuana. Dopo essere risaliti al venditore della ketamina, un giovane di 19 anni, i Carabinieri hanno sequestrato in casa di quest’ultimo 8 francobolli imbevuti di LSD, 5 piante di marjuana e alcuni semi di hashish.
Il proliferare delle droghe sul nostro territorio prova che la crisi attuale non è solo economica, ma prima di tutto culturale ed etica. Il ruolo della famiglia, che dovrebbe educare i giovani a dei valori sani, sta gradualmente venendo meno. Se la televisione, con i suoi modelli malati, induce fin dall’infanzia le nuove generazioni a non pensare e a cercare l’evasione, la Scuola sta progressivamente rinunciando a svolgere una qualsiasi funzione educativa, di conseguenza i giovani sono portati a cercare una via di fuga dal vuoto in cui vivono nelle sostanze stupefacenti, con esiti disastrosi per il loro futuro e per quello delle future generazioni. Gioventù Italiana con La Destra, registrando il fallimento del sistema educativo e formativo vigente, auspica dunque un cambiamento netto, che riporti al centro la famiglia e i principi fondanti della nostra tradizione culturale.

giovedì 27 settembre 2012

G.I. NOVARA: PRIMA GLI ITALIANI!



Trecate (NO) – Nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 Settembre è apparso appeso nel sottopasso in direzione Trecate sud uno striscione recante la scritta “scuola, casa e lavoro prima agli italiani” e numerosi volantini hanno tappezzato la città a ribadire il concetto della precedenza agli italiani.

“La nostra è una pacifica propaganda – afferma Ivan De Grandis, responabile del movimento in provincia di Novara – per porre l’attenzione sui problemi reali dei cittadini.

Contestiamo un’amministrazione che ha un’agenda politica che non sta né in cielo né in terra, che pensa a distribuire cittadinanze onorarie e a promuovere feste multietniche prima di affrontare le esigenze della cittadinanza. Gli italiani non chiedono la luna, ma casa, lavoro, sicurezza, servizi. Invece di capire questo, l’amministrazione della città di Trecate ha saputo solo agitare spauracchi quanto mai inappropriati come le leggi del ’38 e come la parola razzismo per rispondere a chi oggi la richiama a rivedere le urgenze sociali. Riflettano sul proprio operato – poi proseguono - Non è razzismo o estremismo dire che  mentre da una parte è necessario arginare «i micidiali flussi migratori» e colpire duramente quegli italiani che traggono un evidente e vergognoso vantaggio dai “nuovi schiavi” attraverso paghe da fame, lavori disumani ed affitti assurdi; dall’altra parte si debba agire per contrastare una sorta di “razzismo al contrario”.  Si perché al di là del colore del “potere” dell’amministrazione di turno i cittadini italiani giorno per giorno diventano sempre più consapevoli di ciò che stanno subendo. Infatti mentre si accorgono che per loro non c’è sostegno, che magari sono poveri ma non abbastanza per essere aiutati, che perdono la casa e vedono il lavoro e la pensione come un miraggio, si accorgono anche che aumentano gli aiuti agli stranieri. Vedono che le case costruite con i sacrifici e le tasse pagate da generazioni di italiani vengono assegnate prima ad altri, che la precedenza va alle famiglie numerose, per la maggioranza extracomunitari, quando chi governa sa bene che le famiglie italiane superano difficilmente i due figli, e tante altre situazioni che rischiano solo di mettere in difficoltà chi è discendente di chi ha costruito questa Italia. Se questo non è “razzismo al contrario” allora non sappiamo come definirlo.

“Prima gli Italiani” è giustizia sociale, è amare e difendere le proprie radici, la propria identità, le proprie tradizioni. Non vogliamo dire che gli stranieri non debbano essere aiutati, bensì crediamo che agli Italiani, che sono da sempre tolleranti, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, spetti una sacrosanta precedenza nelle graduatorie, nei servizi e per il lavoro. Nell’ossessione dell’ integrazione per forza l’amministrazione locale ha perso la bussola, non ha il polso della situazione e dello stato in cui versano le famiglie trecatesi. Ora, abbiamo capito che la sinistra che governa mira a salvaguardare il proprio futuro elettorato e che sente questi “nuovi italiani” come un “nuovo serbatoio di voti”, ma vogliamo ricordargli che sono stati eletti da cittadini che li hanno chiamati a dare risposte concrete ai loro problemi e che non se ne fanno nulla di meri proclami ideologici e propagandistici”.

G.I. TORINO: A SCUOLA DI DEGRADO

Sono numerose le notizie che quotidianamente danno l’idea di quanto sia degradata la realtà delle nostre scuole. Mentre tornano in Italia veicolate dall’immigrazione selvaggia malattie che si credevano estirpate, come la tubercolosi, queste trovano un luogo di diffusione privilegiato proprio nelle scuole: è di questi giorni la notizia di tre studenti dell’istituto professionale Steiner ammalatisi di tubercolosi. Uno di loro è ancora ricoverato in ospedale, mentre altri sette compagni di due degli studenti ammalati sono risultati positivi al bacillo.
Ma la cosa più preoccupante è che la scuola sta inculcando nelle nuove generazioni una mentalità malata. Scomparso il concetto di autorità, venuta meno l’idea dell’onore, oltre ai valori etici, non ci si deve stupire se accadono fatti come quello verificatosi nello stesso istituto torinese, dove un insegnante rischia di essere multato pesantemente per aver assistito impassibile mentre un alunno subiva vessazioni da parte dei compagni di classe, che riprendevano la scena con un telefonino.
Gioventù Italiana con La Destra denuncia questa situazione inaccettabile ed esprime solidarietà a chi, nonostante tutto, si impegna per far funzionare la scuola pubblica.