venerdì 30 ottobre 2009

Successo di Rivolta Studentesca ad Asti


Grazie a 275 voti Rivolta Studentesca elegge rappresentante d' istituto Marco Peirano nell' Istituto Statale "A. Monti".
Questo risultato premia l'impegno e la passione messi in campo dagli esponenti di Gioventù Italiana durante la campagna elettorale.
Rivolta Studentesca rivolge i più sentiti ringraziamenti ai propri elettori.

Mirco Saracco
Responsabile di Gioventù Italiana Asti

venerdì 16 ottobre 2009

GIOVENTU' ITALIANA


NAZIONALISTI

Questo termine trova ragion d’essere nella difesa degli interessi nazionali, impostando la politica estera dello stato in questione, sulla volontà del popolo senza interferenze da parte di altri stati. Qualsiasi governo che si ponga alla guida di un popolo ha il dovere di educare la gioventù italiana ai valori, alle tradizioni, al sentimento di orgoglio nazionale affinchè le generazioni future, che andranno a formare la nuova classe politica, abbiano la coscienza e la capacità di essere determinanti in quella che oggi chiamiamo “Comunità Europea”. L’Italia non è Nord-Centro-Sud, ma è un unico territorio definito dagli stessi confini.

ANTI-MONDIALISTI

Il Mondialismo è un progetto perseguito da gruppi di potere trasversali ai partiti e agli Stati Uniti che mirano all’omologazione tecnologica, economica e culturale del paese incoraggiando così la distruzione delle differenze fino ad approdare al cosidetto ”Pensiero Unico”: individui con eguali necessità in ogni parte del mondo. Ciò che interessa a chi si fa fautore del mondialismo non è la pace, non è la solidarietà e la fratellanza, non è l’uomo in quanto individuo, ma solo ed esclusivamente il mercato, il dollaro, disconoscendo del tutto i reali bisogni della società.Gioventù Italiana è contro la schiavizzazione economica, contro l’annullamento delle radici e delle tradizioni. Non dobbiamo “elevarci” ad essere burattini “Mondiamericani”, ma semplicemente e fieramente Italiani.

STILE COME RIVOLUZIONE

Gioventù Italiana intende con tale definizione riferirsi ad uno “stile di vita” unico e sano, che ponga come obiettivo il ritorno dei valori ed il loro sviluppo nella società attuale. Far nascere non nuove forme di vita umana ma migliorarne il contenuto, l’uomo, il carattere e per questi fini si ritiene indispensabile disciplina ed autorità che diventano parte integrante dell’essere e vi dominino. La necessità di concepire la vita in modo spiritualistico: porsi al di sopra del mondo materiale. Forgiare un individuo che abbia la capacità di mettere insieme generazioni unite da tradizioni e da una stessa missione: sopprime l’istinto della vita relativa al piacere per instaurare nel dovere una vita superiore libera da limiti di tempo e spazio. Un essere che concepisca la vita come lotta pensando che aspetti a sé conquistare ciò che è davvero degno di lui, creando ed usufruendo di tutti gli strumenti necesessari a crearla: fisici, morali, intellettuali. Un individuo che riconosca il diritto della propria Nazione ad essere indipendente, posizione che nasce da una coscienza attiva e da una volontà politica disposta a dimostrare tale diritto. Quindi un individuo che sia Nazione e Patria. Uomo caratterizzato da una forma più alta e potente della personalità.
SOCIALIZZAZIONE ECONOMICA
Fine della subordinazione dei dipendenti ai “padroni”. Si pone alla base di tale sistema l’assenza del lavoro dipendente. L’entità produttiva viene distribuita in egual misura fra tutti i lavoratori. La Socializzazione ridistribuisce la proprietà ed elimina i rapporti umani di sudditanza e dipendenza salariale. Rientra in tale visione la fiducia sulla responsabilizzazione dei lavoratori di fronte all’autogestione del loro lavoro e del loro capitale. La teoria socializzatrice prevede la proprietà privata, la libertà d’iniziativa economica, il rispetto della legge della domanda- offerta e della libera concorrenza. Essa prevede l’attuazione dei propri contenuti mediante la proibizione legislativa del lavoro salariato e la concessione di un credito sociale. Lo scopo della Socializzazione è la razionalizzazione dell’economia.

mercoledì 14 ottobre 2009

Bisogna tornare alla funzione sociale del credito

Il rapporto artificioso tra moneta e produzione ha creato negli ultimi anni uno squilibrio tutto rivolto a tutelare gli interessi dei grandi gruppi bancari; siamo stati portati a piegare supinamente la testa all’interesse della moneta rispetto al primario interesse del popolo. Oggi la banca agisce con lo stesso metodo che usano gli usurai; ti ammalia con promesse, ti costruisce intorno una ragnatela, ti fagocita lentamente, tanto lentamente che nemmeno ce ne accorgiamo: un mutuo - che sostanzialmente vuole dire una dipendenza ventennale - un prestito personale che viene rilasciato con tassi di usura, spese sempre maggiori per lasciare in mano loro i nostri soldi, l’assurdo è compiuto, non percepiamo più l’interesse, ma paghiamo le spese. Le banche private sono ormai padrone di tutto: gruppi assicurativi, industrie, immobili di ogni genere “sequestrati” a chi non poteva più pagare.
La media impresa si rivolge agli usurai, perché? La risposta è semplice: perché paghi interessi leggermente superiori alla banca, ma puoi trattare, non vieni impietosamente registrato sui “registri dei debitori” (che ti alienano qualsiasi possibilità di futuri crediti), non vieni continuamente vessato da direttori inflessibili con la povera gente e prostrati al grande capitale. In più le banche italiane, secondo il rapporto Ue sulla protezione dei consumatori, sono le più care d’Europa.
In un momento di crisi come l’attuale, il Governo, ben conoscendo questa deprimente realtà, dovrebbe attivarsi con assoluta priorità per mettere fine a questo sistema deprecabile. Occorre dare una risposta politica a tutto questo, per tornare alla funzione sociale del credito come stabiliva la precedente legge bancaria del 1936. Bisogna tutelare il risparmio, riordinare e riformare il sistema del credito agevolando le famiglie e la piccola e media impresa.
Antonio Zucco

venerdì 9 ottobre 2009

BLITZ A CATELLAMONTE, GIOVENTU ITALIANA INTITOLA UNA VIA A GIORGIO ALMIRANTE

VIA ROMA DIVENTA VIA G. ALMIRANTE
Nella notte tra giovedi 8 e venerdi 9 Ottobre i militanti di Gioventù Italiana (movimento giovanile de La Destra di Storace) hanno intitolato una via di Castellamonte a Giorgio Almirante, storico protagonista della destra italiana, apponendo una targa sopra la precedente cartellonistica stradale.
Questa azione è stata effettuata per onorare la memoria di Almirante dopo gli slogan infamanti che sono stati lanciati durante la squallida parata inscenata sabato 3 ottobre dalle forze di sinistra che protestavano contro la scelta del comune di intitolare un ponte del paese allo storico segretario missino.
Contestiamo inoltre la decisione del sindaco (al quale va comunque la nostra solidarietà) di rininuciare all’intitolazione del ponte, dopo le inaccettabili minacce che gli sono state rivolte durante la manifestazione, in quanto questa scelta non farà altro che incoraggiare gruppuscoli di intolleranti che fanno della violenza e dell’intimidazione una precisa strategia politica.
Federazione Provinciale Torinese

giovedì 8 ottobre 2009

Apertura tesseramento Gioventù Italiana 2009/2010

Tesseramento annuale ottobre 2009-ottobre 2010
CHI PUO' TESSERARSI
Possono tesserarsi al movimento tutti i cittadini italiani, i cittadini dell'Unione Europea e gli italiani all'estero aventi compiuto il quattordicesimo anno di età e non oltre il trentesimo.Il tesseramento 2009/10 è obbligatorio per tutti i dirigenti di Gioventù Italiana che ricoprono l'incarico di:Membro del Comitato CentraleMembro dell'Esecutivo PoliticoCoordinatore RegionaleResponsabile ProvincialeResponsabile Comunale o territoriale.Pena la decadenza dal mandato senza ulteriori comunicazioni
Ai membri del Comitato Centrale ed ai Coordinatori Regionali, l'età del tesseramento viene disposta sino al compimento del trentacinquesimo anno di età.La sottoscrizione al movimento comporta l'accettazione delle disposizioni del suddetto regolamento e la referenza al comitato centrale.
MODALITA' DI TESSERAMENTO CARTACEO
Il tesseramento dovrà essere effettuato attraverso l'apposito modulo cartaceo predisposto dalla Segreteria Nazionale, il quale sarà messo a disposizione dei coordinatori regionali ed ai responsabili provinciali.Tale modulo cartaceo viene allegato alla presente.I moduli cartacei dovranno essere raccolti per ogni federazione dal responsabile provinciale.
MODALITA' DI TESSERAMENTO ON LINE
Dovrà inoltre essere effettuata la compilazione dell'adesione tramite il modulo online reperibile sul sito nazionale www.gioventuitaliana.org.Dopo aver raccolto i moduli cartacei e la quota di adesione i responsabili provinciali dovranno inserire i dati di ogni singolo tesserato nel modulo online affinché il tesseramento abbia validità.
QUOTA DI ADESIONE
Il costo di ogni tesserà è stato fissato per il 2009/10 in euro 5.Ogni Federazione potrà applicare una maggiorazione al costo della tessera non superiore ad euro 5 per spese accessorie.Il contributo di adesione dovrà essere versato attraverso la procedura disposta nel sito nazionale.
DOPPIO TESSERAMENTO LA DESTRA-GIOVENTU' ITALIANA
La quota di adesione per chi intende tesserarsi al partito La Destra e a Gioventù Italiana è fissata alla cifra di 20 euro.Chi volesse effettuare il doppio tesseramento dovrà specificarlo nell'apposito spazio sia nel modulo di iscrizione on line del movimento giovanile che in quello del partito.Il pagamento della tessera nel caso di doppio tesseramento deve essere effettuato attraverso il partito La Destra assicurandosi di aver confermato l'adesione a Gioventù Italiana all'interno del modulo di tesseramneto al partito La Destra.
CHIUSURA DEL TESSERAMENTO
Alla chiusura del tesseramento i responsabili provinciali dovranno inviare il foglio riepilogativo del tesseramento provinciale presso la sede della Segreteria Nazionale di Gioventù Italiana.
VALIDITA' DEL TESSERAMENTO
Il tesseramento sarà ritenuto valido se nel modulo online saranno specificati, oltre ai consueti dati anagrafici, anche l'indirizzo e-mail e il recapito telefonico di ogni facente richiesta e se verrà confermato l'effettivo pagamento della quota annuale.
La tessera verrà spedita personalmente tramite posta ordinaria dopo la ricevuta di pagamento della stesso.

Scarica il regolamento del tesseramento in PDF
Scarica il Modulo di Adesione

PER INFO: tesseramento@gioventuitaliana.org

lunedì 5 ottobre 2009

Lo scudo fiscale, un'altra porcata

Non molti giorni fa, grazie anche alle assenze in aula di molti esponenti del centro-sinistra rappresentato dal Partito Democratico e dell'UDC di Casini, la maggioranza ha potuto esultare per il via libera definitivo del decreto correttivo del DL anti-crisi con le misure riguardanti lo scudo fiscale. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, per farla breve da ora in avanti il Governo Italiano aiuterà chi infrange la legge, sanando di fatto reati gravi come il falso in bilancio. In barba a quanto dichiarato dal nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, questa sembra effettivamente una amnistia bella e buona per mafiosi, fuorilegge ed evasori fiscali.
Per appena 20 voti, proprio quelli contrari che sarebbero potuti arrivare da una chiacchierona ed inesistente opposizione di centrosinistra - forse troppo impegnata a far eleggere il nuovo Brancaleone della sua sciagurata armata - è passata una legge che si prefigura come una delle più grosse porcate del governo Berlusconi. Ma allora, ancora una volta, vi invito a pensare e capire cosa effettivamente stia accadendo nel nostro Paese e come si possa effettivamente far cassa evitando manovre simili.
Innanzitutto, come abbiamo già scritto in un comunicato stampa ufficiale di Gioventù Italiana, il Governo Berlusconi avrebbe potuto abbassare le tasse sul lavoro e alzare quelle sulle rendite, proponendo dunque una minore pressione fiscale alle famiglie in difficoltà e rilanciando effettivamente l'economia nazionale. Invece si è deciso di aiutare quella piccola minoranza del paese che ha evaso le tasse e ha esportato i propri capitali all'estero. Non è concepibile che chi lavora onestamente debba avere una tassazione spropositata sulle proprie ore di lavoro, mentre chi ha accumulato denaro all'estero possa facilmente portarlo in patria con una tassazione del 5%.

Ma io mi chiedo: era proprio necessario? Era proprio necessario mortificare in questo modo milioni di lavoratori onesti che, proprio pagando tasse allucinanti, a stento arrivano alla fine del mese?

Caro governo, in Italia esistono un sacco di modi per salvare le finanze. Il più semplice: si provi ad andare a visita da un luminare della medicina o da un professionista qualsiasi. Almeno nel 50% dei casi su un costo medio di 100-150 euro a visita/consulenza non viene emessa fattura. In Italia esistono milioni di professionisti, personaggi illustri e sportivi che sbattendo la porta in faccia al fisco si mettono in saccoccia tutto ciò che guadagnano. Ma purtroppo proprio l'innata mancanza di senso civico – perché chi non paga le tasse e prova a fare il furbetto non ama la propria Nazione e non ne promuove lo sviluppo – genera situazioni del genere. Che sia arrivato il momento di aumentare notevolmente il numero di agenti di polizia tributaria davanti ai covi dei più “furbetti d'Italia”? Perché caro Governo, siamo stanchi di lavorare 8 e più ore al giorno per poco più di 1000 euro al mese quando poi c'è gente che fregandosene delle vostre leggi evade per milioni e milioni di euro. Prima di fare altre porcate simili che si pensi prima alla popolazione comune, che si pensi alle situazioni economiche in cui versano le famiglie italiane e poi si agisca. Perché noi di delinquenti, evasori e mafiosi ne abbiamo già le palle piene da anni. Una nota anche per Giorgio Napolitano, che ha dichiarato: "nella Costituzione c'è scritto che il presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi, il Parlamento rivota un'altra volta la stessa legge ed è scritto (nella Costituzione) che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente".

Caro Giorgio, a noi hanno insegnato ad “osare sempre”. Noi ti suggeriamo di fare altrettanto in futuro. Questa legge non andava firmata, inutile trovare altre scuse. A questo punto è perfettamente inutile piangere sul latte versato. Rimbocchiamoci le maniche e cominciamo a fare opposizione. Anzi, cominciamo a fare una politica più pragmatica, più vicina al popolo e ai suoi interessi. Una politica che Berlusconi, Fini e altri personaggi del salotto “centro-destra” non hanno saputo fare in questi anni. E i risultati arriveranno di certo.

L'Italia ci appartiene, ripartiamo da Destra.
Vincenzo Ciaglia - Dirigente Nazionale Gioventù Italiana

domenica 4 ottobre 2009

Rivedere la legge Bersani sulla liberalizzazione commerciale


La legge Bersani del 2007 sulla liberalizzazione del commercio elimina di fatto la facoltà decisionale delle amministrazioni comunali sul loro territorio per quanto riguarda l’espansione commerciale degli ipermercati ai danni dei piccoli punti vendita. Con gli attuali decreti attuativi è quindi possibile una liberalizzazione sfrenata: è il mercato che decide e ovviamente il piccolo commercio viene penalizzato. Gli amministratori comunali sono preoccupati per le nuove difficoltà che devono affrontare per tutelare, secondo le esigenze strettamente territoriali, il fragile sistema economico-commerciale dei piccoli Comuni, con conseguenze pesanti sul piano occupazionale e sociale.
Riteniamo opportuno che il Governo riveda la portata della legge Bersani, introducendo regole sensate e obiettive a tutela delle realtà commerciali locali, regolando i rapporti fra imprenditori e consumatori al di fuori dell’incipiente anarchia commerciale.

Antonio Zucco