Dopo le retate di prostitute e le fotografie dei loro clienti, constatiamo le ordinanze dei sindaci nel tentativo di arginare la prostituzione: ordinanze per sradicare il fenomeno dalle strade, ordinanze riguardanti la prostituzione in appartamento. La Destra e Gioventù Italiana sono a favore delle “case chiuse” autogestite per regolamentare la prostituzione, sottoporla a controlli sanitari, combatterne lo sfruttamento e tassarne l’attività. Si può essere favorevoli o contrari al fenomeno, ma siamo convinti che alla radice degli errori che hanno determinato a suo tempo l'approvazione della legge Merlin e delle sue negative conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, ci sia la non volontà di comprendere e affrontare il problema nella sua complessità. Quello che va affermato come premessa è che non è possibile legiferare in materia in base a princìpi filosofici astratti, bensì accettando con realismo gli insegnamenti dell'esperienza, pronti ad invertire la marcia allorché ci si accorga di aver imboccato un binario sbagliato. Dopo più di cinquant’anni di risultati peggiori del male, i provvedimenti contro la prostituzione si limitano a risibili iniziative. Assodato ciò, la situazione può essere così riassunta:
1) le nostre città, nelle ore serali e notturne, presentano l'aspetto di luoghi pubblici di prostituzione, con un effetto deleterio facilmente rilevabile sia per l'educazione dei giovani sia per il decoro;
2) lo sfruttamento della prostituzione - nonostante le sanzioni penali previste - è diventato di rilevanza industriale, con "fatturato" miliardario e azioni criminali;
3) le malattie veneree si sono moltiplicate come diffusione e ad esse si è aggiunta la minaccia dell'AIDS;
4) il numero dei soggetti, uomini e donne, dediti alla prostituzione si è moltiplicato a dismisura (con rilevante apporto di soggetti extracomunitari, arrivando persino alla tratta di essere umani); 5) la concorrenza selvaggia ha determinato e sempre più incrementato per tali soggetti la necessità di garantirsi una "protezione", soggiacendo però alle relative forme di sfruttamento.
Noi affermiamo che per un Governo autorevole, al di là di ipocrisie e facili moralismi, non solo è lecito, è doveroso legiferare sulla materia mediante la decisa regolamentazione del fenomeno..
Fabio Mottinelli
Consigliere Comunale di Ceva
Segretario Provinciale Gioventù Italiana con La Destra Cuneo

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