Gioventù Italiana con La Destra ha il coraggio di proporre un obiettivo altamente sociale, l’abolizione del “signoraggio”. Parlare di abolizione del “signoraggio”, vista la situazione economico-finanziaria italiana, significa contrastare il governo delle banche centrali e dei poteri forti ed occulti (a volte neanche tanto occulti, ma vergognosamente palesati).
Ma che cos’è il “signoreggio” e chi ne trae vantaggio ?
Questo diabolico meccanismo finanziario ha origini molto antiche; infatti questa truffa, che tecnicamente altro non è che il lucro generato dalla produzione di moneta, è in uso da circa trecento anni. Etimologicamente il termine signoraggio sta a significare l’aggio del signore, cioè il guadagno (l’aggio) che anticamente il potente signore riceveva per coniare le monete su richiesta dei commercianti che gli fornivano l’oro necessario. Per comprendere in maniera efficace e diretta questo meccanismo ecco un esempio: creare una moneta (sia essa di carta, in metallo o virtuale come un conto corrente) ha dei costi dovuti alla materia prima, alla manodopera ed ai servizi necessari di contorno come la distribuzione, le tecniche anticontraffazione ecc…il costo maggiore è il materiale di cui è composta la moneta, e l’insieme di tutti i vari costi su indicati vanno a determinare il suo valore intrinseco. La moneta però sulla facciata un numero che indica un altro valore: il valore nominale (o per l’appunto di facciata o più appropriatamente valore legale). I due valori (intrinseco e nominale) differiscono tra loro e la loro differenza determina quello che si chiama signoraggio, ossia il guadagno che ha chi ha creato quella moneta.
Ovviamente chi crea moneta tende a segnare un valore nominale più alto possibile rispetto al valore intrinseco, altrimenti ci rimette. Avviene ad esempio nelle monetine da 1 centesimo poiché per farle occorre spendere 15 centesimi.
Ora vediamo ciò che avviene nella creazione della moneta-oro e della moneta-carta. Anticamente le monete metalliche erano in oro e quindi con un valore intrinseco piuttosto alto. Il signore che coniava queste monete imprimeva loro un valore nominale più alto per poterci guadagnare e permettersi così un aggio economico notevole. Infatti questo “potente” riceveva l’oro dai commercianti con la richiesta di convertirlo in moneta sonante e semplicemente metteva la sua effige per garantire la bontà del pezzo da lui creato (coniato). Era una sorta di garanzia e per questo aveva il suo guadagno.
Quando all’oro si è sostituita la carta il discorso è peggiorato (per noi) e il “signoraggio” è arrivato a quasi il 100%. Infatti per stampare una banconota da 5 euro o una banconota da 500 euro bastano 30 centesimi di euro e consideriamo anche che tale banconota non è più legata all’oro (non ha più “copertura” e non è più convertibile). Questo vuol dire che il “signore” moderno, ossia chi oggi crea moneta (ad esempio la Banca Centrale Europea in Europa o la Federal Riserve negli U.S.A.) ha un potere enorme. Infatti, questi organi privati (tutte le banche centrali sono private) possono ricattare o comunque influenzare interi Stati.
Il sistema politico ad oggi vigente, che potremmo definire composto da veri e propri “camerieri delle banche”, ha fatto si che le banche centrali dopo essere svendute a banche e finanziarie private potessero stampare moneta corrente e prestare tale moneta agli stati nazionali al valore nominale. Per cui la BCE stampa una banconota da 100 euro con un costo di 30 centesimi e la “presta” allo Stato italiano che dovrà restituirla alla banca centrale con gli interessi. Questa situazione, signoraggio, fa sì che i debiti pubblici degli Stati aumentino sempre più a tutto vantaggio dei poteri bancari che stanno dietro alle banche centrali. Inoltre le banche centrali non pagano le tasse sugli introiti di tale prestito.
Una forza politica che si rispetti, a cui sta a cuore la giustizia sociale nel proprio paese e che si propone come forza di governo deve avere il coraggio di denunciare tutto questo e, arrivata nelle istituzioni, impegnarsi a prendere le risorse economiche là dove sono concentrate le vere ricchezze finanziarie ovvero dalle mani degli aguzzini del nostro popolo che ad oggi si chiamano banche, con una forte tassazione straordinaria delle medesime e delle finanziarie imponendo una tassa patrimoniale che non ricada sul costo dei conti correnti degli italiani ma sui guadagni e sui patrimoni bancari.

Nessun commento:
Posta un commento