
Gioventù Italiana, movimento giovanile de "La Destra" lancia una battaglia contro le pensioni d'oro dei parlamentari italiani e i privilegi assurdi che questa casta è riuscita a accaparrarsi in questi anni.
In un periodo di piena crisi economica e di recessione, un periodo segnato dall'aumento della disoccupazione, dal precariato e dalla difficoltà delle famiglie italiane ad arrivare alla fine del mese, chiediamo al Governo un gesto che vada incontro al buon senso comune tagliando queste pensioni. Non riteniamo inoltre che sia moralmente giusto nei confronti di tutti i cittadini italiani i quali per poter conquistare la meritata pensione devono lasciarsi alle spalle ben 35 anni di contributi per avere una somma mensile che il più delle volte non è sufficiente per una vita dignitosa. Dall'altra parte invece siamo di fronte a cifre da capogiro. Il vitaliazio che ricevono i parlamentari infatti oscilla tra i 3000 euro mensili e i 9000 a seconda delle legislature fatte con la possibilità di andare in “pensione” già al compimento del cinquantesimo anno di età. Un totale di oltre 200 milioni di euro di sprechi che ogni anno vanno in tasca a migliaia di ex onorevoli e non. Chiediamo dunque che questo scandalo tutto italiano venga rimosso e che gli anni trascorsi in parlamento dai rappresentanti del popolo possano essere equiparati a livello pensionistico agli anni di lavoro di un qualcunque dipendente pubblico. Questo sarebbe un gesto di equità sociale e di buon senso da parte delle istituzioni, uno di una lunga serie che a nostro avviso questo Governo dovrebbe iniziare ad intraprendere. Se invece la nostra proposta non verrà presa in considerazione siamo pronti ad una raccolta firme su scala nazionale per poter arrivare alla modifica della legge che regola questo spreco.
In un periodo di piena crisi economica e di recessione, un periodo segnato dall'aumento della disoccupazione, dal precariato e dalla difficoltà delle famiglie italiane ad arrivare alla fine del mese, chiediamo al Governo un gesto che vada incontro al buon senso comune tagliando queste pensioni. Non riteniamo inoltre che sia moralmente giusto nei confronti di tutti i cittadini italiani i quali per poter conquistare la meritata pensione devono lasciarsi alle spalle ben 35 anni di contributi per avere una somma mensile che il più delle volte non è sufficiente per una vita dignitosa. Dall'altra parte invece siamo di fronte a cifre da capogiro. Il vitaliazio che ricevono i parlamentari infatti oscilla tra i 3000 euro mensili e i 9000 a seconda delle legislature fatte con la possibilità di andare in “pensione” già al compimento del cinquantesimo anno di età. Un totale di oltre 200 milioni di euro di sprechi che ogni anno vanno in tasca a migliaia di ex onorevoli e non. Chiediamo dunque che questo scandalo tutto italiano venga rimosso e che gli anni trascorsi in parlamento dai rappresentanti del popolo possano essere equiparati a livello pensionistico agli anni di lavoro di un qualcunque dipendente pubblico. Questo sarebbe un gesto di equità sociale e di buon senso da parte delle istituzioni, uno di una lunga serie che a nostro avviso questo Governo dovrebbe iniziare ad intraprendere. Se invece la nostra proposta non verrà presa in considerazione siamo pronti ad una raccolta firme su scala nazionale per poter arrivare alla modifica della legge che regola questo spreco.
Crediamo infatti che se la parola dovesse passare agli italiani e se tutti i 60 milioni cittadini potessero essere in grado di apporre una firme per bloccare questo scempio ci troveremmo davanti ad un fenomeno di dissenso nazionale talmente elevato da imporre alla classe politica al governo del paese un taglio alle scandalose pensioni d'oro dei deputanti e di molti altri privilegi che sono di fatto un insulto per tutti i lavoratori italiani.
Ufficio Stampa
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